Rassegna storica del Risorgimento

1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
anno <1961>   pagina <291>
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Gaetano Chierici e il clero nazionale (1860-1863) 291
volte egli dovrà peraltro reagire di fronte alle .manifestazioni anticlericali di correnti politiche e culturali del suo tempo. TJ
C'era in lui la netta coscienza di camminare fra due fuochi .2) La sua indi­pendenza morale e l'amore per la verità non gli risparmieranno noie e guai da parte di piccoli uomini anche all'interno dell'ambiente scolastico pur quando la sua fama di scienziato, specialmente dopo il 1870, si andrà affermando in campo nazionale. s)
0 cattolicesimo liberale o nazionale del Chierici era stato un'esperienza profondamente vissuta sebbene non caratterizzata da una formulazione origi­nale. Dominato da una preoccupazione più religiosa che politica, era stato mosso dall'intento di difendere i valori essenziali del cattolicesimo. Il paletno­logo fu una fra le tante figure significative di un incontro del sentire liberale e del sentire cattolico che come ha scritto lo Jemolo *) dovette operarsi
in La partecipazione dei cattolici alla vita dello Stato italiano, Roma, 1958, pp. 53-62; GIOVANNI SPADOLINI, L'Opposizione cattolica, Firenze, 1955, pp. 162-178).
Ma pur continuando a rappresentare idealmente un indirizzo conciliatorista, il paletnologo cesserà dal prendere parte direttamente a movimenti politici (e di argo­mento politico non vi è più quasi traccia nelle sue carte posteriori al 1870) per dedicarsi esclusivamente ai suoi studi.
i) Durante una commemorazione per la morte di Garibaldi tenuta da un professore nel Liceo di Reggio, il Chierici abbandonava l'aula della conferenza avendo l'oratore parlato di mali preti che avevano appestato l'Italia . In seguito a ciò egli subì una cen­sura da parte del Ministero della Pubblica Istruzione che veniva poi attenuata da una lettera indirizzatagli in data 6 luglio: Se il Ministero doveva, come fece, disapprovare l'atto poco tollerante a cui Ella si lasciò andare in una pubblica adunanza, non por questo Le ha scemato la stima e la fiducia di Lei per la dignità della vita e pel riconosciuto pa­triottismo (B. M. R., Arch. Chierici, Cart. 18, fase 7).
2) Cammino fra due fuochi: di qua i pusilli che per paura inferociscono contro chi sulla porta del Santuario dà la mano alla Scienza: di là i temerari che ripudiano chi sul limitare della Scienza non immola la Fede. Non hanno buone armi ma spaventano collo scoppiettio delle calunnie e degli scherni. Io passo illeso finora, e panni d'averne debito allo schietto intento del vero, che mi guida fra gli estremi. Non guardo uè a destra né a sinistra... Se avverrà che inciampi stringerò con gratitudine la mano che stendasi a soste­nermi (N. CAMPANINI, op. eh., pp. LXXXYIII-LXXXIX).
Negli ultimi scritti del Chierici l'ideale della conciliazione fra Religione e Patria si andrà fondendo con quello dell'accordo fra Religione e Scienze, conformemente allo sviluppo delle scienze naturali e della cultura positivistica. Non a caso egli avrà rapporti con Antonio Stoppanì.
3) Il carteggio a tale riguardo è molto copioso. Nel 1866 il Chierici aveva una pole­mica con D. Angelo Volpe, direttore del giornale liberale L'Italia Centrale, che pubblicava un violento attacco contro di Ini. In quell'anno i suoi avversari > fra cui sembra fosse anche il filologo Prospero Tieni allora Preside del Liceo di Reggio riuscirono a farlo trasferire al Liceo di Ferrara. Ma nell'ottobre il Chierici otteneva la revoca del provvedi­mento (B. M. R., Arch. Chierici, Cart. 18, fase. 6). U materiale inedito consente un riesame della figura del Chierici sia dal 'punto di vista biografico che per i rapporti da lui avuti con gli uomini di scienza e con altri ricercatori nel campa degli studi paletnologie!.
4) ARTURO CARLO JEMOLO, H cattolicesimo liberale dal 1815 al 1848, in Rassegna storica toscana (Atti del XI convegno storico toscano), 1958, fase. J1I-IY, pp. 239-250.