Rassegna storica del Risorgimento

1860-1863 ; CHIERICI GAETANO ; CLERO
anno <1961>   pagina <292>
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Fernando Manzoni
infinite volte in. uomini di più modesto livello. Dramma di coscienza, il suo, fortemente radicato in un dramma storico, e incapace di risolversi e componi in mia superiore unità.
Nelle settimane per lui più difficili della primavera e dell'estate 1863, era stato un cattolico laico che pure nel '59 aveva aderito al moto unitario e che sarà poi uno degli esponenti dell'Opera dei Congressi di Reggio, Giuseppe Turri ') a fargli osservare quanto le sue concezioni fossero contrastanti col principio d'autorità come era inteso dal Papato relativamente ai rapporti fra religione e politica per i cattolici italiani in quegli anni, e quanto la sua azione fosse lontana dalla prassi di obbedienza che la Chiesa esigeva dai fedeli. Io non so persuadermi - gli scriveva il Turri 2) che un sacerdote di cuor retto come Ella è sia fermo nel misconoscere l'autorità della Chiesa intorno a cosa che può riguardare il bene o il male generale di Essa. È vero che il Potere temporale è per sé cosa umana: ma le cose umane, Ella sa meglio di me che possono giovare o nuocere alla Religione. Ora il decidere se ima cosa produca l'uno piuttosto che l'altro effetto a chi dovrà spettare ? E indubitato che il regime generale della Chiesa è stato da Cristo Gesù affidato al Papa e all'Episcopato: è parimenti in­dubitato che Dio ha promesso a questi e non ad altri, anzi ad Essi soli la sua divina assistenza sino alla fine dei secoli: è pure indubitato che questa divina assistenza non può mancare nel reggimento della Chiesa a quelli cui fu affidata, altrimenti sarebbe una promessa illusoria. Dietro questi principi che certo non possono non essere ammessi da un Cattolico, a chi spetterà il giudicare se una cosa qualunque gioverà o prediudicherà al benessere generale della Chiesa? Giudicheranno quelli che devono comandare, o quelli che devono ubbidire? ... .
In questa puntuale contrapposizione fra le tesi del Chierici e quelle del Turri, che riecheggiava i motivi delle allocuzioni pontificie, principalmente della Maxima quidem laetitia del 9 giugno 1862 3) si coglie il solco profondo che divideva i cattolici, che di fronte alla politica italiana vollero mante­nere un'autonomia di giudizio e accolsero taluni postulati del liberalismo rite­nendo il campo politico una materia opinabile, ed i cattolici, che invece rea­girono a questo orientamento degli spiriti con una più rigorosa interpretazione del principio d'autorità e ribadirono un'obbedienza incondizionata alla Chiesa
1) Giuseppe Turri (1802-1879) ricopri numerosi incarichi amministrativi sotto gli Estensi. Nel 1848 fu membro del governo provvisorio reggiano; nel '59 indossò la divisa della Guardia Nazionale. Con una evoluzione che richiama un pò* quella di Vito D'Ondes Reggio, nel 1868 lo vediamo fondare il primo settimanale cattolico intransigente di Reggio // Consigliere del Popolo (1868-1879). Fu appassionato bibliofilo e cultore di studi storici. Per le origini dell'Opera dei Congressi a Reggio cfr. ETTORE BARCHI, La nostra Battaglia, Storia dell'Azione cattolica reggiana, Reggio Emilia, 1959.
2) Axch. di Stato di Reggio, Àrch. Turri, Cart, 2, fase. Chierici don Gaetano, lettera del Turri al Chierici dcll'8 maggio 1863. Nel momento più grave della sua crisi di coscienza, il Chierici aveva accettato dì consigliarsi con una persona che gli era stata proposta dal Turri. Scriveva infatti in una lettera al Turri il 10 maggio 1863 (Arch. di Stato di Reggio, Ibidem): Non solamente accetto di parlare colla persona ch'Ella favorirà indicarmi, ma di tutto cuore la ringrazio pel sentimento di schietta amicizia che la muove a farmi questa proposta. La mia coscienza ò tranquilla; tuttavia può ingannarsi e stimo che molti errori si correggerebbero se gli uomini dì buona fede sinceramente si comunicassero le loro idee .
3) Pii IX P. M. Ada ex lypr, honarum arlium, s. a pars I, voi. Ili, pp. 451 sgg.