Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; LA MARMORA, ALFONSO FERRERO DE ; CUCCHIARI DOMENICO ; CU
anno <1961>   pagina <296>
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Anna Simonetta
venuto a tentare il passaggio per forza del ponte di Coito, sebbene minato, stretto, dominato, battuto da 36 pezzi d'artiglieria, e difeso da 20,000 uomini.
Conchiudo nel dire che io non poteva rifiutarmi a fare la retroguardia, perchè per trovarmi nella posizione in cui era, destinato a tale incarico, avrei dovuto sup­porre VArciduca imbecille (Ed ha mostrato che era tutC altro !).
Non poteva poi supporre che egli sortisse da Mantova, giacché primieramente avrebbe dovuto perdere due giorni per tale movimento, e negli inseguimenti la per­dita dì due giorni vuoi dir tutto; e poi perchè con una sola occhiata che si dia alla carta, si scorge facilmente che coli'ostacolo dell'Oglio che in faccia a Mantova corre parallelo al Mincio, egli non avrebbe avuto né tanto agio di persecuzione, né il van­taggio di cadere sopra al fianco di un'ala nostra né di percorrere paesi forniti d'ogni risorsa, e si metteva egli stesso fra vari corsi d'acqua ove un rovescio gli avrebbe potuto riuscire fatale.
Se un giorno si farà un'inchiesta, ed io sospiro tal giorno, se ne scopriranno delle belle. Tu per esempio non sai che quasi tutto lo Stato Maggiore di Lamarmora oltre l'I y pom.e del 24, incluso l'aiutante Generale, ignorava che vi fosse una bat­taglia, rimasto a Cerlongo; e che quasi tutti non videro neppure il fumo delia batta­glia stessa. Tu non sai che Lamarmora se ne andò dal campo di battaglia verso mezzogiorno, e non disse ai generali dove andava, e venne a Goito a 15 chilometri da Custoza, mettendosi così nella impossibilità di vedere, o sapere come andava combattimento, di dar ordini, di por rimedi etc. in tempo opportuno. Come mai un generale in capo stando a 15 chilometri rinchiuso in una stanza nel centro del paese può dirigere una battaglia ? E questa battaglia durò fino alle otto della sera ! E quali furono gli ordini suoi per la ritirata ? quali erano i ponti assegnati a ciascun corpo o divisione ? Egli dimenticò tutto, persino d'avere uno Stato Maggiore. L'aver trovato il nemico dove a torto supponeva che non fosse, lejuneste conseguenze
dello sparpagliamento delle forze e della sorpresa, lo 1) siffattamente che egli
perde totalmente la tramontana, e si addolorò tanto da non poterla più ritrovare. Io rimasi vedendo lo stato d'abbattimento in cui si trovava, e sentii come tutti anche l semplici soldati lo accusassero. Il dolore poi e la rabbia che sentiva io stesso mi Jecero scrivere le due parole fatali ma vere, o se vuoi vere ma fatali, che mi valsero il-suo risentimento. E' certo che io allora, a sangue freddo, avessi potuto conservare in faccia a tanta sventura, a tanta umiliazione, non avrei scritte quelle due parole. Ma la situazione era troppo dura, troppo disperato il caso, odio le scrissi. E sappi, che pochi giorni prima io gli uvea scritto, che da rapporti confidenziali, mi si rife­riva che l'arciduca intendeva opporre a noi 60 mila uomini, tenendo il resto in osservazione delle mosse di Cialàini. Ma al Quartier generale non facevano caso alcuno dei rapporti dei generali. Per esempio il Lamarmora venne da me il 22 a dirmi come avrei dovuto attaccare e prendere le fortificazioni di Cariatone e Monta­nara, pel che mi mandava pezzi da 16, mentre in tutti i miei rapporti, ed anche in quello del 21, io lo assicuravo che a Cattatone e Montanara non vi erano forze austriache, e che quegli antichi ridotti erano mezzo disfatti, e coperti di arbusti fin eopra i parapetti; insomma completamente abbandonati. E tali li trovai il 23.
Ne vuoi sapere una più. bella di tutte. Volevano che io.cominciassi la campagna prendendo i tre forti di Borgoforte di sinistra e battendo di là, alla gola, il forte di Motteggiano, hi così breve tempo che gli Austriaci non avessero potato avete
]) La lacuna è nel testo.