Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; LA MARMORA, ALFONSO FERRERO DE ; CUCCHIARI DOMENICO ; CU
anno
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1961
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pagina
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297
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La condotta di La Mormora a Custoza 297
il tempo di far venire da Verona e Mantova dei rinforzi per disturbarmi !... Questo è proprio il caso di dire: ai lettori i commenti.
Ma non la finirei se volessi rammentarti gli assurdi e gli errori di quella giornata. NeW altro scritto ne troverai molti, ma ve ne sono ancora di più.
Ti ho scritto questa lettera in fretta, come bene ti accorgerai, e non ho tempo di ritoccarla. Prendila com'è senso esigerne la pulitura. Tante cose al generale Garibaldi.
Il tuo Domenico
Alla lettera fa seguito il seguente poscritto:
Il 24 giugno: Alle ore 12,20 il generale Petitti da Cerlungo mi telegrafava:
Prego mandare avanti riconoscenza per iscoprire causa dell'allarme, verificare se vi fu combattimento, e riferire . Alle ore pom.e 2,55 Non si preoccupi di Mantova, dove nulla Ita da temere. Vi è uno scontro col nemico verso Custoza, ma anche da questa parte si può star sicuri, certi di avere il sopravvento, mentre vi si trovano riunite tre divisioni Durando, e quattro della Rocca. Si tenga al corrente e si metta in grado di potere occorrendo far concorrere divisione Angioletti .*)
Dal primo dispaccio risulta che Petitti e lo Stato Maggiore generale rimasti a Cerlungo nulla sapevano di una battaglia che durava già da 7 ore.
Dal secondo apparisce che alle 2,55 pom.e non erano neppure approssimativamente informati dell?andamento della battaglia stessa che durava già da quasi 10 ore.
Si dimostra inoltre che non sapevano dove si trovasse Lamarmora, che era già a Coito dove disponeva della Divisione Angioletti, mandandola prima a Massim-bona, e facendola quindi ritirare nuovamente a Goito.
Ed ecco il secondo documento:
1. Operò il passaggio del Mincio prima del giorno convenuto con Cialdini (?).a)
2. Pel passaggio di 100 e pia mila uomini non gettò che due ponti e così contando anche tre che esistevano, se ne ebbero appena la metà di quelli che sarebbero stati necessari per sì gran numero di truppe.
!) I due telegrammi qui riferiti sono pubblicati anche in Complemento alla storta delta campagna del 1866 in Italia, a cura dell'Ufficio storico del Ministero della Guerra, Roma, Ed. Laziale, 1909, voi. I, p. 54.
?J II punto interrogativo fra parentesi è nel testo originale. In realtà l'incertezza del Cucehiari è giustificata: si sa che il gen. Cialdini aveva telegrafato al La Mormora il giorno 21 (v. Complemento di., voi. I* p. 26): mio tentativo passaggio Po dev'essere preceduto da seria dimostrazione sul Mincio. Avvertitemi al più presto se pensate tarla il 24, onde io disponga passaggio per la notte dal venticinque al ventisei . Ora risulta pure dai documenti ufficiali (Complemento cit., voi. I, p. 24 e segg.) che il giórno 20 giugno il gen. La Marmora aveva data notizia al Cialdini che le ostilità sarebbero cominciate la mattina del 23; ma il giorno successivo lo stesso La Marmora aveva telegrafato al Cialdini òhe: non essendo venuta risposta austriaca, non si potrebbe cominciare ostilità prima del 23; anzi da nostra parte non Bifora nulla fino al 24 . II giorno 22 il gen. Petitti, in assenza del La Marmora, aveva confermato al Cialdini: credo poter assicurarle ohe giorno 24 sarà fatta dimostrazione sul Mincio ; solo nel pomeriggio dello stesso giorno 22 il Petitti telegrafava, alle ore 17,30: domani si passa il Mincio , e lo stesso Vittorio Emanuele precisava: