Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; LA MARMORA, ALFONSO FERRERO DE ; CUCCHIARI DOMENICO ; CU
anno <1961>   pagina <300>
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Anna Simonetta
CONCLUSIONE
TI generale Lamarmora non seppe riunire le nostre forze in modo, luogo e tempo opportuno.
Non seppe regolarne la marcia in paese nemico, secondo te norme più ovvie dell'arte militare.
Non seppe e non volle dare ai comandanti dei Corpi d'armata le necessarie istruzioni.
Ebbe luogo una battaglia sema che egli (capo di S. M. generale su cui pesava tutta la responsabilità) la prevedesse, la ordinasse, la dirigesse e vi rimanesse pre­sente guanto doveva.
Avendo forze sufficienti per numero e qualità da schiacciate il nemico, noi fum­mo per sua imperizia battuti, giacché 35 mila uomini non tirarono un colpo di fucile, ed altri 20 mila presero pochissima parte al combattimento. Incapace di concepire una qualunque idea nuova, copiò gli errori e la disfatta del 1848. (Bisogna però confessare che ha saputo ottenere in 36 ore quel risultato che nel 48 ci costò 36 giorni).
L'esercito e la Nazione interamente e unicamente a Lui devono la umiliazione e la vergogna sotto cui siamo prostrati, e l'imbarazzo politico nel quale ci troviamo inceppati.
Non credo sia qui il caso di riaprire la vexata quaestio delle molteplici cause che condussero alla sconfitta di Custoza. I due documenti che qui riproduciamo lumeggiano, però, assai bene l'inconcepibile trascuratezza del La Marmora nel cercar di assumere esatte informazioni sui movimenti dell'esercito avversario, ed il nessun conto in cui venivano tenute le informazioni che venivano sponta­neamente inviate. Su questo fatto come causa precipua della sconfitta ha insi­stito anche il Calza.1) È inoltre interessante notare come critiche analoghe a quelle qui formulate dal Cucchiari siano state espresse pure dal gen. Cosenz s) che, al comando di una delle quattro divisioni agli ordini del Cucchiari, aveva avuto l'incarico di occupare Curtatone e Montanara.
Quanto al dissidio fra il La Marmora ed il Cucchiari, le ragioni ne risultano evidenti dalla lettura dei due documenti. E noto come il La Marmora, nella sua seconda relazione sulla battaglia di Custoza (redatta nel luglio '69) abbia esplicitamente accusato il Cucchiari di non essere spontaneamente accorso al rombo del cannone a dar man forte alle divisioni impegnate nella battaglia. Questa accusa, che riecheggia in un articolo del Ghiaia,3) è in parte accolta anche dal Calza, il quale osserva però molto giustamente 4) che anche il generale La Marmora, appena si accorse che aveva di fronte l'Armata imperiale, avrebbe dovuto inviare una celere staffetta sulla strada di Goito, per ordinare alle divi­sioni Longoni e Angioletti He due divisioni che il Cucchiari aveva tra Goito e Roverbella] di avanzare verso il campo di battaglia. Quelle divisioni erano a
') P. CALZA, Nuova luce sugli eventi militari nel 1866, Bologna, Zanichelli, 1924. ri B. COSEJVZ Custoza ed altri scritti inediti, Palermo, Rcbcr, 1913. 3) L. CIMALA, in La Tribuna, 11 'gennaio 1901. '*> P. CALZA, op. cit., p. 167.