Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; LA MARMORA, ALFONSO FERRERO DE ; CUCCHIARI DOMENICO ; CU
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La condona di La Mormora a Custoza
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disposizione del Quartier Generale, e solo il Capo di Stato Maggiore poteva, con cognizione di causa, indicar loro su quale punto del vasto campo di battaglia dovevano dirigersi. Il Pollio invece, nella sua acuta disamina della battaglia di Custoza > non muove nessun rimprovero direttamente al Cucchiari, ma critica i movimenti del gen. Longoni e del gen. Angioletti, sì che tali critiche si ripercuotono indirettamente sia sul Cucchiari, che ne era il superiore diretto, sìa sul La Marmoxa, come Capo di Stato Maggiore.
Scriveva testualmente il La Mar mora nel suo atto di accusa contro il Cucchiari: Lo scompiglio invece di tutta l'ala sinistra era purtroppo irreparabile e fatale per quella giornata. Sarebbe stata somma imprudenza spingere la destra verso Sommacampagna, mentre gli Austriaci erano padroni di sboccare in buon numero da Valeggio. Sarebbe stato non meno imprudente impegnare in quel Torà le poche divisioni intatte che ci rimanevano, dopo aver veduto, senza pò-termclo spiegare, tre divisioni completamente disordinate in brevissimo tempo. L'insuccesso sarehbcsi assai probabilmente cangiato in un vero disastro: cosa da doversi in ogni modo evitare, massime che, in un modo o nell'altro, era raggiunto il principale nostro scopo, quello cioè di richiamare dalla parte nostra gli Austriaci, perchè il generale Cialdini potesse passare il Po e marciare su Rovigo. Questi erano i ragionamenti che io mi faceva; e parmi anzi che non potessi farne altri migliori... Ma questi ragionamenti non doveva fare il comandante il II corpo, che aveva ordine di trovarsi a Goito alla 4 ant. È vero che vi giunse molto più. tardi; ma in ogni caso, sapendo attaccata una battaglia generale, sentendo e vedendo impegnato un vivissimo fuoco d'artiglieria a Custoza, avrebbe dovuto montare a cavallo alla testa di tutte le sue truppe disponibili, e avanzarsi sul campo di battaglia. Egli è appunto in questa speranza che io da Valeggio mi diressi sopra le Sei Vie, e non essendo colà né giunte, uè passate le truppe del generale Cucchiari, proseguii fino a Goito per incontrarle, e per mettermi in rapporto col quartier generale a Cerlungo, dove prevedeva si trovasse S. M., che non aveva incontrato a Valeggio. Giunto a Goito ... trovava il generale Cucchiari, il quale mi annunciava che la divisione Longoni era da più ore marciata su Roverbella, e la divisione Angioletti appena giunta a Goito, faceva il rancio, e non era in grado di partire che fra due ore. Era dunque impossibile condurle verso Custoza, dove tuttora si combatteva; e mi limitai a ordinare al generale Cucchiari di disporle fra Massimbona2) e Marengo per proteggere la
1) A. Potilo, Custoza 1866, Roma, Librerìa allo Stato, 1935, pp. 251-259.
2) Osserva il Pollio a questo proposito (op. cìt., p. 258): non sì può tacere che il G. La Marraora, dando un tale ordine (se questo è esattamente riportato nel diario storico) si è assunta una gravissima responsabilità, in conseguenza dell'abbandono in cui lasciò le truppe combattenti. A quell'ora la situazione era invece favorevole a noi . La riserva che fa qui il Pollio sull'autenticità dell'ordine impartito dal La Mannora alla divisione Angioletti di portarsi a Massimbona (ordine rintracciato dal Pollio nel diario storico della 10* divisione) era giustificata quando egli redìgeva la prima edizione della sua opera, nel 1903. A quell'epoca, di fatti, non era ancora stato integralmente reso di pubblica ragione il testo surriferito della seconda relazione La Mormora (redatta, come si è detto, nel 1869, ma pubblicata solo nel 1909), nella quale Io stesso La Mormora riconosce di aver impartito tale ordine. Evidentemente la cosa è sfuggita al Pollio quando egli ha curato le edizioni successive, del '15, del '23 e del '35. E che tale ordine sia stato effettivamente impartito dal La Mannora risulta ora anche dalla lettera del Cuccili ari.