Rassegna storica del Risorgimento

MACERATA ; MUSEI
anno <1961>   pagina <304>
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Amedeo Ricci
Nella prima stanza, suddivisa da pannelli, sono esposti manifesti relativi alla prima occupazione francese delle Marche (1796), ritratti di patrioti macera­tesi del tèmpo (M. Santarelli, P. Spadoni) e di alcuni capi insorgenti marchigiani (Gcn. De La Hoz, Cellini, Navarra). In vetrina, autografi del La Hoz, del Vanni, del Pantaleoni, del Mounier, e di altri; relazioni manoscritte del saccheggio dato a Macerata dai Francesi il 5 luglio 1799. In un'altra vetrina, a destra di un busto di Napoleone I imperatore, sono collocati brevetti di ufficiali napoleonici nati nella provincia maceratese, con le loro medaglie e ritratti (A. Gatti, L. lazi. C. Savi ni, A. Broglio D'Ajano, C. Ferretti, B. Ugolini). Nella stessa vetrina sono degne di attenzione due lettere autografe di Emidio Neroni di Ripatransone. scritte dal Campo di Mosca in data 29 settembre e 9 ottobre 1812, nelle quali sono descritti gli orrori degli incendi scoppiati nella capitale russa, e le soffe­renze dei militari della Grande Armata.
Proseguendo il giro della stanza, si osserva una grande riproduzione foto­grafica del noto dipinto del cav. Wcingarten, esistente nel Municipio di Tolen­tino e rappresentante la battaglia decisiva di Cantagallo o di Tolentino, com­battutasi il 3 maggio 1815 fra le forze napoletane del Murat e l'esercito austrìaco comandato dal maresciallo Bianchi. A destra riproduzione di due piante topo­grafiche dei luoghi nei quali si svolse la suddetta battaglia. Nel pannello di con­tro, dedicato alla tentata rivoluzione del 1817 in Macerata, che costò gravi pene, ai cospiratori, sono gli elenchi dei condannati ed i loro ritratti (Cadetti, Cotoloni, Cerquetti, Tamburrini, ecc.), posti a fianco dell'acquarello dipinto dal patriota carbonaro Guerra di Fano, rappresentante l'interno del Forte di Civita-castellana al tempo della relegazione politica dei patrioti marchigiani e roma­gnoli. Nel pannello accanto, altri ritratti di cospiratori maceratesi e compro* vinciali, condannati per la trama rivoluzionaria del 1820 (L. Aurispa, F. Catta-beni, A. Cellini, ecc.). Il piccolo vano che segue è stato dedicato alla rivoluzione del 1831; ritratti del colonn. Sercognani, del marchese G. Ricci, del prof. Pucci-notti, di T. Mamiani, ecc. si trovano a fianco di una fotoriproduzione della deliberazione del Comune di Recanati per la designazione di Giacomo Leopardi a rappresentante di quella città all'Assemblea bolognese delle Provincie Unite. Prima di passare alla seconda sala, sono degni di attenzione: un busto in gesso del marchese Domenico Ricci, compromesso nella rivoluzione del '31 e munifico benefattore di Macerata, nella quale città istituì, nel 1841, il primo asilo infan­tile dello Stato pontificio; il calco originale del viso della madre di Giuseppe Mazzini, Maria Drago, donato al Museo nel 1907 dallo scultore garibaldino Bat­tista Tassara, uno dei Mille. Il Tassara risiedette a lungo in questa città e donò parecchi suoi lavori al nostro Museo, fra i quali meritano di essere citati: il bozzetto originale in gesso della testa di Garibaldi, di profilo, con firma auto­grafa incisa; i busti in gesso di Nino Bixio, di Massimo d'Azeglio, del gen. Tiirr; due bozzetti in gesso per un monumento da erigersi a Quarto; statuine in creta di eroi garibaldini, e in gesso di Mazzini, Garibaldi, Persano e dell'eroina romana Giuditta Tavani Arquati.
Nella seconda sala, dedicata alla guerra del *48 ed al primo periodo della Repubblica romana, vedesi, appena si entra, la bandiera che la città di Fermo donò a quella di Macerata nel settembre 1846, ricambiando cgual dono, per festeggiare la pacificazione degli animi in occasione dell'amnistia concessa da Pio IX ai condannati politici. A tergo della bandiera, un fazzoletto con l'effigie di Pio IX, e un drappo colorato recante a raggiera il testo dello Statuto accordato