Rassegna storica del Risorgimento
MACERATA ; MUSEI
anno
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1961
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pagina
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305
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Il Museo marchigiano del Risorgimento 305
dallo stesso Pontefice. Nel primo pannello a sinistra sono esposti manifesti del Comune di Macerata, e fotoriproduzioni di rare incisioni a colori dello Scotto, riproducono fatti delle rivoluzioni di Palermo, di Milano, di Bologna, e la proclamazione della Repubblica in Venezia. In una vetrina, lèttere inviate da Treviso, elenchi di volontari maceratesi combattenti nel Veneto, ritratti e cimeli della Guardia civica. Fucili, daghe ed elmi delia Guardia civica completano il quadro della guerra del '48. Di contro sono esposti numerosi manifesti pubblicata in Macerata nel gennaio-febbraio 1849; U più interessante di essi è una lettera a stampa che Garibaldi scrisse ai Maceratesi nell'atto di lasciare la città (23 gennaio 1849) per raggiungere Roma con la sua Legione, qui costituita: il generale, dopo avere ringraziato il popolo di Macerata per l'affettuosa ospitalità avuta, dichiara di voler contracambiare colla dedica del primo fatto, in cui potrà dirsi della Legione, che ha bcu meritato della patria . E il primo fatto d'armi fu la gloriosa battaglia di Porta S. Pancrazio (30 aprile), che viene ricordata ogni anno dai Maceratesi con particolare solennità. Questa lettera fu scritta da Garibaldi in risposta al saluto di addio, pubblicato a stampa dal Circolo popolare il 22 dello stesso mese. Annunci da Roma e proclami del Triumvirato della Repubblica romana sono ai lati di un artistico busto in bronzo di Garibaldi, opera di Ercole Rosa da San SeverinoMarche.
Nella vetrina dedicata al Preside della provincia di Macerata, avv. Dionisio Zanni ni, sono esposti: un suo ritratto, una lettera con firma autografa, la relazione ms. sull'episodio dell'arresto del conte Gaetano Mastai in Fabriano (16 febbraio 1849), un album contenente attestati di gratitudine verso lo Zannisi da parte dei parenti di Pio IX.
Continua nella stanza terza l'esposizione di manifesti, incisioni e ritratti di patrioti e di deputati marchigiani alla Costituente romana; la mostra dei documenti relativi al '49 si conclude con l'annuncio della caduta della Repubblica e con una rara oleografia popolare del trasporto di Anita morente alla fattoria Guiccioli alle Mandriole. Nel pannello successivo sono collocati i ritratti di patrioti maceratesi, condannati per la trama mazziniana del 1853 nelle Marche (F. Bavai, E. Castelletti, E. Giacometti, Fr. S. Grisei, G. Latini e V. Taccari di S. Vittoria in Matenano).
Nei pannelli centrali, dedicati alla guerra del 1859: ritratto ad olio di Vittorio Emanuele II, litografie di generali piemontesi e francesi, piante topografiche della guerra in Lombardia, figurini colorati di soldati francesi. Si passa quindi alla spedizione dei Mille, dei quali si vedono in mostra molti ritratti originali donati al Museo dal Tassara; fotoriproduzioni di combattimenti in Sicilia. In una vetrina, bozzetti in creta del Tassara, del quale vedesi un ritratto a matita dell'eroe di Calatafimi, Simone Schiaffino, morente.
La sala quarta raccoglie il materiale storico riguardante la liberazione delle Marche, il plebiscito per l'annessione, e le campagne garibaldine del 1866-67, alle quali parteciparono molti maceratesi, i cui ritratti sono collocati al disopra di una vetrina contenente berretti e camicie rosse con medaglie, alcune delle quali al valore militare, lasciate al Museo dai volontari nativi di questa città: S. Giccarelli, 0. Mariardi, A. Moschini, S. Panichelli, S. Bernardini, D. Vitali ed altri.
Nella prima vetrina della sala quarta* relazione ms. delle operazioni compiute dai Cacciatori delle Marche nei giorni 18-20 sett. 1860; lettera autografa di protesta del Delegato apostolico mons. Apolloni, scrìtta prima di lasciare