Rassegna storica del Risorgimento
MACERATA ; MUSEI
anno
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1961
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pagina
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306
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306
Amedeo Rìcci
Macerata; autografi del Mazzini, Garibaldi, Cavour, d'Azeglio, Mamiani, Gioberti, ecc., e la pratica relativa alla pensione vitalizia di L. 300 annue, deliberata dal Comune di Macerata a favore di Garibaldi, annullata, però, dalla Prefettura (1874), trattandosi di spesa facoltativa.
Nei pannelli a sinistra, ritratti dei generali Cialdiiii, Fanti, Morozzo della Rocca, Lamoricière e De Pimodan, comandanti gli opposti eserciti nella battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860). Seguono ordini a stampa di avanzata delle truppe piemontesi, di stato d'assedio posto alla città di Macerata, annuncio della venuta di Vittorio Emanuele II, ritratti dei comandanti i Cacciatori delle Marche (P. F. Frisciotti ed E. Cagnaronì), ritratti dei componenti la Giunta provvisoria di Governo di Macerata (Giacomo e Matteo Ricci, Giovanni e Tommaso Lauri, Cesare Pallotta, Domenico Graziani, Vincenzo Taccarì, ecc.). Appoggiati ai pannelli, alcuni fucili rinvenuti sul campo di Castelfidardo, e la piccola cassaforte del gen. Pimodan, del quale si conserva in vetrina il revolver in apposito astuccio. Nel pannello di fondo, manifesti zelativi al plebiscito per l'annessione delle provincie marchigiane al Regno d'Italia, proclami vari ed un foglietto manoscritto reazionario incollato sopra un appello patriottico.
Al centro della sala, busto in gesso del sen. Diomede Pantaleoni, opera dello scultore maceratese Carlo Panati; due vetrine con divise militari, sciabole, revolver e cimeli vari; nei pannelli elencai dei primi arruolati nella Guardia nazionale, e numerosi ritratti di deputati al primo Parlamento italiano, donati dal prof. R. Pannelli.
La mostra della sala si completa con il pannello dedicato alle celebrazioni patriottiche della fine del secolo passato. Degne di nota sono due rare litografie allegoriche disegnate dal prof. S. Martini, e le foto eseguite in occasione del primo anniversario della morte del gen. Garibaldi, commemorato da Giovanni Bovio. La detta cerimonia vedesi riprodotta in un quadro ad olio pure del Martini.
Si passa quindi nella vasta galleria delle stampe periodiche, pubblicate in varie città italiane e particolarmente nelle Marche dal 1778 al 1870. Sono alcuni esemplari di giornali, le cui raccolte si conservano nella Biblioteca comunale, sita nel piano sottostante il Museo. U fatto che le due istituzioni sono ospitate nello stesso edificio, rende comoda e sollecita allo studioso la visione dei documenti, esposti e la consultazione di quelli conservati nella Biblioteca civica, ricca di rare pubblicazioni riguardanti la storia del Risorgimento italiano, donate in gran parte dai benemeriti fratelli Spadoni, instancabili animatori degli studi risorgimentali, con particolare riguardo al contributo offerto dalle provincie marchigiane alla causa dell'indipendenza nazionale.
Con la ricostituzione del Museo nella nuova, decorosa, vivace sistemazione, il Comitato maceratese dell'Istituto per la Storia del Risorgimento ha inteso realizzare l'omaggio più affettuoso e più alto a tanti patrioti che nobilitarono la storia locale e nazionale, oltre a continuare una tradizione di amor patrio sempre viva nella città e nella regione.
AMEDEO RICCI