Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO)
anno <1961>   pagina <321>
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Libri e periodici
mi
denti, dovettero vibrare inteasaiueixte a determinare in senso rigoristico l'animo del Lam-bmschini, sul quale peraltro, in termini, di più stretta reazione politica, influì presumi­bilmente (PA. riporta alcune lettere, di non grande rilievo) l'amicizia, sorta nel 18X0, eoi. notissimo Bar aldi. L'uomo clic si dedicava quindi all'estensione del concordato fran­cese, poi rientrato, del 1817, ed a tentativi di modifiche della legislazione matrimoniale austriaca, in Lombardia (ma FA. non ci dice nulla in proposito, né sulla prigionia di Pio VH, né sulla prima restaurazione Rivarola) era dunque un diplomatico fortemente nu­trito, a differenza del Consalvi e come viceversa sarà poi il Cappellari, di dottrina eccle­siastica, e pervaso da uno spirito- intransigente che lo collocava in luogo eminente presso certi ambienti della Restaurazione, se non tuttavia in ottima luce presso il prodente liberalismo di un Decazes o quello ebe dopo il 1815 era il gradualismo intelligente di un Mettermeli.
Arcivescovo di Genova nel settembre 1819, il Lambruschiui si lasciava dietro un vespaio, protagonisti Consalvi e Spina, che l'A. si guarda bene dalTindagare, e che al contrario respinge pregiudizialmente come una sorta di macchinazione infernale. E viceversa assai verosimile che il Consalvi operasse per sbarazzarsi, con un promoveatur ut amoveatur, di un personaggio a lui senza dubbio ostile, investito in breve lasso di tempo di funzioni delicatissime, e che rappresentava, appartato il Pacca, prossimi a morte Litta e Di Pietro, assente Severoli, travolto Rivarola dal suo stesso zelo, ancora nell'ombra Della Gcnga e De Gregorio, uno dei suoi avversari più qualificati, e forse il più dinamico ed ascoltato presso il vecchio pontefice. Sbrigatosi in poche righe di questa stuzzicantissi­ma impasse e della zizzania del giansenismo ligure, PA., comunque, accompagna il Lambruscbini a Genova, limitandosi a narrarcene le visite pastorali e l'intrepido compor­tamento personale durante i moti del '21, senza che neppure sia indagata a sufficienza l'importantissima missione modenese dell'arcivescovo presso Carlo Felice, e tanto meno, qualche anno più. tardi, il primo contatto personale col Lamennais nell'occasione, estre­mamente significativa, della traduzione italiana della Défense. Del Lambruscbini, a dire il vero, non sapremmo, per questo periodo, che stralciare un passo dell'omelia pasquale del 1822, che ci sembra rappresentare una negazione massiccia e totale della politica, mondana in quanto tale, che non doveva dispiacere, appunto per la sua asso­lutezza catastrofica, al focoso abate bretone: Siete voi finalmente, o falsi politici della terra scrive Lambruscbini - che colle vostre maliziose e temerarie intraprese contro la religione e la Chiesa tentate nientemeno che di rovinare con questa anche i troni e la stessa civìl società .
Ed eccoci alla nunziatura di Parigi, preceduta da un altro aggrovigliato retroscena romano, con la descrizione estremista fatta dal Lambruscbini a Leone XII dello stato della religione in Francia e con la conseguente sua esclusione, sintomo di più sottili sfu­mature politiche accentrate intorno al Della Somaglia segretario di Stato, dai negoziati per il concordato olandese. H Lambruscbini prendeva possesso del suo ufficio nel febbraio 1827, succedendo a quel Macchi il cui rigorismo era stato avvertito e subito con tanto malessere negli anni di Luigi XVIII. E il nuovo nunzio, in una situazione ben più elettrica e concitata, non mostrava di voler essere da meno. Parigi gli appariva come 'il vero centro donde il veleno della corruzione religiosa e politica propagasi in tutti quanti gli altri regni della terra, e che chiamar si può a giusto titolo la Babilonia de* tempi moderni: una descrizione che può ben fare le veci, implicitamente, di un intero programma di go­verno. Ma questo gli era ostacolato da molteplici difficoltà, primissimo lo sviluppo del pensiero di Lamennais, e poi certe inclinazioni, che l'A. sommariamente qualifica galli­cane, ma che potrebbero benissimo intendersi in senso più schiettamente politico, del Quélcn e del Frayssinoua, ed infine l'estremismo disorganico e ribelle dell'episcopato più autorevole. La designazione del re dì Grecia e gli incidenti diplomatici con Madrid per la nunziatura e per l'episcopato sudamericano (l'apertura universalistica più notevole e sagace del pontificato di Leone Xll) complicavano ulteriormente la già delicata posizione del LamhruschinL