Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO)
anno <1961>   pagina <323>
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Idbri e periodici 32
Bernctti, le sue idee di riforma dello Stato. Esse si accentrano, secondo l'antico Intento del Consalvi, solo parzialmente realizzato col motuproprio 6 luglio 1816, sulla necessita di uuu legge scritta, che elimini l'arbitrio dei giudici e renda giustizia ai sudditi con severa imparzialità e con la maggiore celerità possibile (né questa coincidenza di vedute tra Consalvi e Lambruscbini, in vista di un discorso sulla natura autentica del riformismo del primo, qui impossibile a svolgersi, andrebbe trascurata). Molto notevole è altresì la tirata del nunzio contro gli appaltatoci i quali esercitano verso de* contribuenti a loro abbandonati ogni genere di vessazioni, e tutto si permettono, purché possano arricchirsi . Lo snellimento delle università, viceversa, è proposito antico, già presente alla mente di papa Cappellari, e non solo di lui.
Nel frattempo, le acque s'intorbidano con Lamcnnais, a cui pure Lambruschini riconosce con Albani, il 1 dicembre 1830, il merito, tra gli altri, di aver pressoché estin­to il gallicanesimo. L'affare Grégoirc e l'intransigenza di Quélen verso gli Orléans contri­buiscono a rendere la posizione del nunzio a Parigi delicata ed insostenibile. Egli ne parte nel luglio ISSI per ricevere in ottobre il cappello cardinalìzio. E un riconoscimento ad antiche virtù, già poste in viva luce un quindicennio addietro, ma è anche una chiara presa di posizione, da parte di Gregorio XVI, in favore del legittimismo, del passato, ed in coperta limitazione delle attribuzioni di Bernctti. Una lettera 2 giugno 1833 al nipote Raffaello è un po' il compendio della mentalità rigoristica e degli intendimenti scoperta niente reazionari del nuovo cardinale. Quanto avreste fatto meglio egli scrive se, invece di aprire una scuola di geometria per li poveri di Figline, ne' di festivi, con ammira­zione e forse con positivo scandalo de' buoni, li aveste invece raccolti per udire in tali giorni pie e sode istruzioni, che insegnasse!" loro ad esser buòni e perfetti distaili ! .
Nel gennaio 1836, dopo un quadriennio abbastanza oscuro, malgrado la diligenza dell'A., Lambruschini sostituisce Beruetti alla segreteria di Stato, in seguito (L'A. aderisce alla tesi del Pirri e del Nada) ad un positivo influsso della politica di Vienna, ormai in via di progressivo irrigidimento. Qui veramente (e non ne mancano neppure in Francia i sintomi, che si accentueranno dopo il 1840) siamo in presenza di quell'immobilismo ana­cronistico, di quell'arroccamento conservatore che chiamerà la ventata rivoluzionaria qnarantottesea. L'indipendentismo anti-austriaco degli zelanti del 1823, su cui insi­steva a ragione Chateaubriand, o il carattere moderatamente illuminato ed austrofilo della prima segreteria Bernctti e di quella Albani nel 1828-30, sono ormai concetti vuoti di senso. La seconda segreteria Bernetti é stato uno sfortunato tentativo di riformismo autonomo. Ormai l'asse Roma-Vienna ha un significato ed un obiettivo assolutamente statici, al di là delle controversie per gli sgomberi militari. Qnel soffio d'indipendenza che aveva animato hi politica pontificia fino al 1830 viene del tutto meno. Perfino nei con­gressi scientifici (pp. 297-8) il Lambruschini non vede che uno scopo tendente a stabi­lire intelligenze segrete tra i membri per effettuare l'opera, disegnata dalla cosi detta filo­sofia e dall'empietà, della libertà italiana ed un pessimo esempio . Ed il fallimento si riverbera nella politica estera, dove l'isolamento pontificio appare sempre più evidente. Ne è sintomo clamoroso l'insuccesso dei negoziati romani di Nicola I nei' dicembre 1845. Sui problemi della libera comunicazione dei fedeli con la S. Sede e dell'abolizione della legislazione russa in tema di matrimoni misti, l'autocrate di Pietroburgo urta con la pari intransigenza di Lambruscbini, e si viene ad una rottura, solo malamente sanata dal con­cordato dell'agosto 1847. Né qui si parla del progressivo peggioramento della situazione in Francia. Alcune informazioni che VA. fornisce sui rapporti del segretario di Stato con i nunzi Capaccini a Lisbona e Pccci a Bruxelles non fanno che confermare l'impressione di una volontà dura e ostinata, segregatasi dai tempi moderni, in un'attitudine di passiva resistenza sulla quale, a parte la pietà religiosa, non brilla alcun concreto disegno politico. L*opposizione di Lambruschini all'amnistia generale ventilata da Pio IX e le Bue riservo fortissime, durante l'esilio napoletano, sulle riforme da introdurre dopo la restaurazione (qualche probo e abile laico , nna moderata libertà comunale, carattere consultivo del Consiglio di Stato: Il suffragio degli esaltati e dei fanatici non debbo curarsi... Bi­sogna che i popoli conoscano il loro enorme delitto, e che in qualche modo lo riparino )