Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; FALZACAPPA RUGGIERO (FONDO)
anno
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1961
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pagina
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335
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Libri e periodici 335
pianificazione del ano programma di lavoro per coi dalla riforma settoriale della scuola (dall'elementare all'universitù) egli risaliva attraverso i progetti di riforma dell'amministrazione, di una più seria preparazione culturale e pedagogica dei maestri e degli insegnanti, dell'istituzione di un consiglio supcriore dell'istruzione (vero punto fisso nel rapido avvicendarsi dei ministeri ) a un principio globale che vedeva nella scuola un fattore propulsivo eccezionale per l'elevamento sociale delle classi inferiori, per il risanamento morale dei-cittadini, per l'inculcamento dei principi di tolleranza e di libertà.
Di fronte a un programma cosi complesso la posizione di De Sanciis nei confronti della polemica accentramentodecentramento non poteva non essere equilibrata e, come dire, proiettata nel futuro; per cui egli poteva servirsi di una legge tanto criticata come la legge Casati, poiché riconosceva che nel campo dell'istruzione primaria erano necessari i più energici interventi e controlli del governo centrale, ma nello atesso tempo, con un decreto del 4 agosto 1861 e con quelli successivi del 13, 17 e 25 dello stesso mese, egli delegava alcuni poteri ministeriali ai consigli provinciali scolastici, ai rettori, delle università, ai provveditori agli studi, ai delegati straordinari. Per quanto riguarda questi ultimi - inviati dal De Sanctis nelle principali città del Mezzogiorno per riferirgli le condizioni locali dell'istruzione senza infingimenti e riserve mentali è significativo l'impegno con cui il De Sanctis intendeva condurre la sua azione rinnovatrice nell'Italia meridionale, dove le scuole erano quasi tutte in mano degli ecclesiastici: l'interpretazione che Ella dà scriveva ad uno dei delegati alla parola secolarizzare è contro l'intenzione del governo. I preti sono cittadini come tutti gli altri.. Ella dunque può proporre liberamente gli insegnamenti senza guardare al colore delle loro vesti... Ciò che solo non possiamo permettere, è che gli stabilimenti governativi sieno affidati alla direzione dei frati .
Con Carlo Matteucci, successo al De Sanctis il 31 marzo 1862, la mira che era stata alzata dallo scrittore napoletano si abbassa notevolmente; preoccupato maggiormente dalle urgenti necessità di una politica universitaria, Matteucci si dedicò albi elaborazione di un regolamento generale universitario che faceva capo ad una riduzione del numero delle Università e alla istituzione di commissioni governative per gli esami di laurea in sei soli centri intorno ai quali si stringeranno le università di una certa circoscrizione . Ma una riduzione delle Università doveva ovviamente scaturire da una migliore selezione degli studenti secondari e, in generale, da un rinvigorimento dell'istruzione secondaria che, per il Matteucci, era e la parte più imperfetta del nostro ordinamento scolastico sia per la biforcazione degli studi in classici e tecnici viziosa e male ordinata , sia per la separazione dalle scuole classiche di certi istituti tecnici e che non hanno di tecnico che il nome (p. 53). Ma progetti del genere non potevano certo arrivare a buon fine senza un esame in profondità delle reali condizioni della scuola in Italia; le esperienze raccolte dal De Sanctis con i delegati straordinari facevano testo, solo che ora i tempi erano maturi per la grande inchiesta che, stimolata dal Matteucci e dal ministro Michele Amari, venne condotta tra il 1863 e il '65 sotto la guida di De Sanctis, Gioia, Bonghi e Sella. Lo spazio a nostra disposizione non ci consente di trascrivere alcuni dei più significativi dati emersi da quella inchiesta e intelligentemente utilizzati dal Talamo; resta solo da dire che le classi dirigenti del nostro Paese furono ìmpari all'impresa pur non mancando gli uomini che potessero attuarla e la evidente verità di un dramma che ancora oggi si impone alla nostra attenzione.
Lucio VIELÀIII
FHTEZ FEIXNER, Der Dreibund (Europàische Diplomatie vor dem ersten Welikrieg), in Òsterreich Àrchiv, Yerlag fìir Gcschichte und Politile, Vienna, I960, in 8, pp. 94. Scellini austriaci 48.
Come l'Autore, libero docente di storia moderna all'Università di Vienna, allievo di Ugo Hantsch, non manca di osservare fin dall'inizio dell'introduzione al suo saggio, lo opere e gli studi pubblicati sull'età dell'imperialismo sono talmente numerosi, che potrebbe sembrare inutile impresa voler ulteriormente arricchire tale letteratura con un altro la-