Rassegna storica del Risorgimento

ILLUMINISMO ; MILANO
anno <1961>   pagina <377>
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FONTI E MEMORIE
MILANO E I RIFORMATORI LOMBARDI ' DELL'ETÀ DELL'ILLUMINISMO J
H 14 maggio 1796, quando l'esercito di Napoleone entrava in Milano, Pietro Verri scrisse a suo fratello Alessandro: Siamo sudditi dell'invinci­bile repubblica francese .2) Il Bonaparte arrivò in una città cosmopolita, dall'aria intellettuale, una città che, come ha scritto Franco Venturi, era il centro dell'Illuminismo e del movimento riformatore italiano del XVIII secolo. Dal 1760 in poi, grandi cambiamenti erano avvenuti a Milano e in Lombardia. Essi erano stati in gran parte il risultato degli sforzi com­piuti da un attivo gruppo di riformatori, che servirono la monarchia asburgica nell'età deU'IUuminismo. Il più. importante di questi fu Pietro Verri, il capo di quella che Voltaire chiamò la scuola milanese, e il miglior esponente dello spirito dei riformatori lombardi. Io sono deciso; non vi sono per me teatri o altri divertimenti. Bisogna che con lavoro duro e costante io mi renda conto della reale condizione del mio paese e la faccia conoscere agli altri , aveva scritto nel '61.3)
La condizione della Lombardia attorno al '60 potrebbe riassumersi così:4) Milano e la Lombardia erano controllate da una nobiltà o patriziato potente, che era diventato improduttivo e inutile. I suoi membri non potevano entrare nel commercio e nell'industria, e i più ricchi abitavano a Milano, vivendo delle rendite dei latifondi. Nonostante fosse una classe improduttiva, monopolizzava il potere politico e giudiziario che reclamava come una inalienabile prerogativa e riteneva come il distintivo della propria posizione sociale e che, quindi, voleva difendere a tutti i costi.
]) Quésto è il testo di una conferenza tenuta per conto della Society far Italian Hi* Storical Sludws, organizzazione affiliata all'Istituto per la Storia del Risorgimento, al con­vegno annuale daWAmericun Historical Society, tenutosi il 29 dicembre 1960 a New York. La conferenza è principalmente basata sul mio articolo Pietro Verri'. A Lombard Reformer under Enlightened Absolutistn and the French Revolution, pubblicato nel Journal of Central Ewopean Affair*, v. XVIII (1958), pp. 254-280. Poiché la brevità della conferenza mi ha costretto a condensare nei confronti del suddetto articolo, non bo potuto fornire una documentazione molto minuta.
-j Lettere e scritti inediti di Pietro e di Alessandro Vetri) a cura di CARLO CASATI, Milano, 1879-1881, v. IV, p. 208.
3) Jbid., v. p. 147.
") per quanto segue sulle condizioni della Lombardia, vedi J. M. ROBERTO, Vari­stocrazia lombarda nel XVIJS secolo, in Rivista Occidentale, selL-ott. 1952, p. 306 segg., e .6, A. VLVNELLO, Jl Settecento milanese, Milano, 1934, passim.