Rassegna storica del Risorgimento
ILLUMINISMO ; MILANO
anno
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1961
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pagina
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Donald A. Limoli
e gli altri riformatori del Caffè ebbero molto da dire sol clero del tempo, criticando, prima di tutto, la vita monastica, date le loro idee di modernizzazione. I figli delle famiglie nobili dovevano darsi all'industria e al commercio e non farsi frati. Il Frisi scrisse che c'erano troppi ordini religiosi e monasteri che distoglievano nomini pieni di salute dall'agricoltura, dai mestieri e dal commercio; della stessa cosa si lamentavano il Verri e il Beccaria. Quest'ultimo criticò anche l'istituzione del celibato, come contraria alla natura e come ostacolo all'aumento della popolazione.1)
Non si attaccarono solo i monasteri e gli ordini religiosi. Il Verri e il Frisi avrebbero voluto limitare le funzioni del clero ad esercizi puramente spirituali e assoggettarlo al controllo dello Stato; l'esenzione dalle tasse doveva essere abolita e cosi la censura. Il progresso, dicevano, era possibile solo se esistevano le libertà civili, di pensiero, di espressione e di stampa; non si poteva, quindi, tollerare l'esistenza della inquisizione. Come la maggior parte dei pensatori illuministi, i Lombardi consideravano il clero una diasse ignorante e superstiziosa, tesa a mantenere il popolo nella stessa ignoranza e superstizione. Il Beccaria aveva paura che la Chiesa lo perseguitasse per quello che aveva scritto nel suo libro e il Verri rimproverava aspramente ai genitori il modo con cui, sotto l'influenza del clero, allevavano i figli. Prima ancora che si siano fatta qualche idea, scrìveva, un ragazzo si sente rimproverare e si vede punire semplicemente perchè cerca di pensare e ragionare. Fede, fede, gli si grida per tutta risposta se si azzarda a far delle domande o a formulare un ragionamento.2)
Poiché, come dicemmo, la maggior parte dei riformatori rimasero dei praticanti religiosi, essi volevano per il clero esattamente ciò che volevano per la nobiltà: ridurne il numero e i possedimenti di cui non aveva assoluto bisogno, e farne un gruppo che si sapesse rendere utile, illuminato e partecipante al lavoro per il progresso. H Beccaria voleva che il clero insegnasse ai contadini i rudimenti del sapere e li istruisse sulle recenti scoperte della scienza e della medicina; il Verri scriveva che chiunque entrasse nel clero con l'intenzione di porre fine agli abusi e alla superstizione, era degno di lode per il suo patriottismo e il suo coraggio.3)
Questi dunque erano gli obbiettivi dei riformatori, e per realizzarli intrapresero carriere governative e universitarie. H Verri diventò consigliere speciale di una commissione creata per riformare il sistema finanziario; il Carli presidente di un Consiglio Supremo dell'Economia Pubblica
') Illuministi italiani cit., p. 164.
2) Vedi PIETRO VERRI, Decadenza del Papato, in ANGELO OTTOLINI, Pietro Verri e i tuoi tempi* con la ristampa dei suoi Mcritti inediti, Napoli, 1921, pp. 195 e 181-188. *) GASATI, Lettere eco., cit., v. II, p. 235.