Rassegna storica del Risorgimento
ILLUMINISMO ; MILANO
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1961
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Milano e i riformatori lombardi 385
che doveva soprintendere alle riforme economico finanziarie; il Beccaria professore di economia politica all'università di Pavia; il Frisi consulente tecnico governativo e professore di matematica e fisica. Coi loro articoli e i loro libri influenzarono il corso delle riforme sotto Maria Teresa e Giuseppe II e nelle loro cariche pubbliche cercarono di attuare le riforme decise a Vienna, la cui lista, in Lombardia, è impressionante.
Nel 1749, per esempio, fu compilato da Pompeo Neri un registro dei possedimenti terrieri, che poi il Carli tenne aggiornato; nel 1763 il Verri cominciò la lunga battaglia per abolire la tassa sulla coltivazione, riuscendovi nel '70. L'anno dopo, con altri ufficiali milanesi, andò a Vienna a preparare un piano per un semplice sistema amministrativo, e nonostante non riuscisse completamente nel suo intento di eliminare il sovrapporsi delle varie giurisdizioni, un nuovo e più semplice sistema centralizzato venne istituito con a capo il Carli, mentre il Verri ne fu il direttore finanziario; il Senato perse così il suo potere amministrativo. Grazie all'insistenza del Verri e del Carli, le tariffe interne furono ridotte e standardizzate, e grazie alla pressione del Beccaria e di tanti altri fu abolita la tortura e la pena capitale, eccetto nei casi di ribellione. Durante il regno di Maria Teresa e di Giuseppe II, furono soppressi ordini religiosi che non lavoravano in scuole e in ospedali; fu abolita l'inquisizione; i possedimenti confiscati agli ordini religiosi furono usati per mantenere ed educare gli orfani e provvedere l'assistenza ai poveri. Nel 1776 il Carli, il Verri, il Parini, il Beccaria e il Frisi fondarono, sotto gli auspici del Governo, una società patriottica per favorire lo sviluppo dell'agricoltura e dell'industria alla quale appartennero artigiani, scienziati, medici; essa incoraggiava la piantagione di nuovi prodotti e la fondazione di nuove industrie. Il Carli mandò dei rappresentanti a studiare i metodi industriali in Austria e in Boemia. E ai ottennero dei risultati, dal 1760 in poi infatti, la produttività agricola aumentò, si iniziò e sviluppò l'industria del cotone e la popolazione crebbe.
Il Verri e gli uomini del Caffè erano orgogliosi dei loro successi, ma il movimento di riforme ch'essi avevano aiutato a mettere in moto doveva diventare, almeno per un aspetto causa di disappunto. Le riforme si moltiplicarono sotto Giuseppe II, che i Lombardi ammiravano grandemente come modello ideale dell'assolutista illuminato; ma quando, nel 1786, egli abolì il Senato milanese e ridusse la Lombardia a completa dipendenza da Vienna, se li alienò irrimediabilmente. *) Essi cominciarono
t) A proposito delle riforme di Giuseppe II in Lombardia e della reazione dei Lombardi vedi FRANCO VALSECCHX, Utuaolutismo illuminalo in Austria e Lombardia, Bologna, 1931, v. II, parte I, p. 209 aegg., e BOBERTS, Uaristocrazìa ecc., eft., p. 223 aegg.