Rassegna storica del Risorgimento
1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno
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1961
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pagina
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387
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IL MOVIMENTO LIBERALE E NAZIONALE ROMANO
vDAL 1849 AL 1860 J r"i
-Nella storia della questione romana vi è un punto fermo, una tappa fondamentale: Aspromonte. Si concluse con Io scontro del 1862 una fase della lotta degli Italiani per Roma; nel processo di ripensamento e di valutazione delle amare vicende di quell'anno ebbe la prima origine non una rinuncia alla meta, ma un cambiamento di azione e di metodo, una nuova impostazione del problema e della sua soluzione. I vinti dello scontro di Aspromonte non erano stati soltanto Garibaldi e il partito che lo sosteneva, con il sistema da loro propugnato, quello della iniziativa rivoluzionaria, della Roma o morte ; ancor più sconfitti, anche se apparentemente vincitori, erano usciti dalla lotta il governo italiano e il partito dei moderati di cui esso era espressione, con il sistema della intesa diplomatica, quello dei mezzi morali , impostato a suo tempo da Cavour. H movimento rivoluzionario era pienamente fallito, per cause molteplici, ma, pur vantandosi di averlo schiacciato, il governo di Torino non era riuscito a far progredire di un solo passo il processo di liberazione e di annessione del residuo Stato pontificio al Regno d'Italia. Erano apparse le carenze e le divisioni che minavano il campo dei rivoluzionari italiani, ma con altrettanta evidenza si erano imposti all'opinione pubblica gli stretti limiti entro cui gli uomini al potere dovevano restringere la propria azione. come erano entrati in crisi il sistema dei mezzi morali di Cavour e quello della Roma o morte di Garibaldi, aveva subito un grave colpo anche un principio, quello della Roma degli Italiani , così solennemente proclamato, nel 1861, dal Parlamento. Gli Italiani avevano dimostrato di non poter sostenere il diritto della nazione ad avere Roma, di non essere in grado di risolvere il problema con le loro forze e con le loro risorse, fossero esse rivoluzionarie o diplomatiche.
Delusioni, constatazioni e ripensamenti cominciarono a far prevalere, sia nella impostazione teorica del problema, sia in quella concreta del programma e dell'azione, il principio della Roma dei Romani . Non era un principio nuovo, *) ma da allora, dal 1862, cominciò ad assumere una diversa consistenza, una diversa validità. In tutti i settori dello schie-
i) Vivo, soprattutto, nella pubblicistica di parte democratica, esso doveva esistere anche se non apertamente formulato, nel pensiero ultimo di Cavour, che trattava, prima della morte dopo una serie di iniziative fallite con Roma e con Parigi, il ritiro delle truppe francesi dallo Stato pontificio.