Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <391>
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Roma dal 1849 al 1860
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nel passato, riesaminando, sulla scena romana, in un quadro polemico molto vasto e complesso, che non prescindeva da tentativi di interpreta­zione storica, tutta Fazione dei moderati, tutta la politica cavouriana, di cui essi lamentavano a Roma le gravi conseguenze.
Nella difesa dei sudditi di Pio IX, o per lo meno di una loro parte, era anche implicita per i democratici l'esaltazione del '49 romano, della gloriosa repubblica. Era soprattutto nel passato che essi traevano la convinzione di poter ora, dopo il 1860, ridar vita a un forte partito di­sperso solo da poco tempo, di potersi riallacciare a una grande tradizione ideologica e rivoluzionaria, di poter risvegliare alla lotta una popolazione momentaneamente assopita. Fissavano l'anno di dissoluzione del prece­dente partito al 1853, data di fondazione del Comitato nazionale ro­mano da parte dei moderati, i quali avevano la grave colpa di avere addor­mentato lo spirito pubblico con la tattica temporeggiatrice, con l'appello all'iniziativa piemontese, con la prospettiva della facile soluzione diplo­matica. *) Forzature di giudizio e di valutazione sono comprensibili, uma­namente giustificabili in uomini di parte, ma devono essere ridimensio­nate. Bisogna guardare la realtà dei fatti, indagare sulle vicende passate; lo scontro con i moderati non era quasi esistito, l'intero partito era rima­sto integro nelle mani degli avversari, l'eredità del '49 non si era mai concretata in un cosciente ed organico movimento di idee e di azione. 2)
3) U tema è ampiamente trattato nella stampa e nella pubblicistica di parte democra­tica, specie tra il 1864 e il 1867, quando la polemica si accompagnò ad un energico tenta­tivo di risveglio e di vivificazione delle forze rivoluzionarie romane. Rimandiamo qui a un'opera che ampiamente lo sviluppa e lo documenta: F. CAVALLOTTI, Storia dell'insur­rezione di Bontà nel 1867, Milano, 1869.
Circa il carattere dell'eredità del '49, circa l'inserimento dei Romani nell'esperi­mento repubblicano, rimando a A. M. GHISALBERXX, Popolo e politica nel '49 romano, in Giuseppe Mastini e la Repubblica romana, Roma, 1949, pp. 79 e ss., e In., .Roma da Maxtini a Pio IX, Milano, 1958 (capitolo Mazzini e la Repubblica dei Ro­mani); difende opposte tesi L. RODELLI, La Repubblica romana del 1849, Pisa, 1955. Si veda anche, per un'efficace ricostruzione dell'ambiente sociale e dei problemi economici locali, D. DEMÀBCO, Una rivoluzione sociale: la Repubblica romana del 1849, Napoli, 1944.
2) Necessariamente sintetica, la presente narrazione non vuole approfondire tutti gli aspetti di un argomento, che, per taluni momenti e por taluni problem, offre interessanti possibilità di ulteriori ricerche. L'accento viene, messo sul ino imento , cioè soprattutto sul partito, facilmente isolabile nel vasto quadro, ricchissimo di sfumata e, offèrto a Roma da l'opinione pubblica; viene messo sop*attinto sulla evoluzione del '53 ohe, se pur deve essere inserita nella generale crisi che trova-g iava le forze repubblicane italiane, a Roma legna l'ultimo, sia pur fallito, tenta­tivo di rilanciare, su piano nazionale, una concreta alternativa di programma e di azione.