Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <394>
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Fiorella Bartoccini
rincontro, piuttosto ibrido, di tendenze e di interessi che aveva già carat­terizzate in gran parte il perìodo precedente.
Si presentava loro una possibilità di unione e di risollevamento, quella oflerta dalla Associazione nazionale italiana, della quale lo stesso Mazzini, dal grande e ancora integro prestigio, aveva gettato a Roma, prima di par­tire, le basi (lancerà poi da Londra, su piano molto pia vasto, il Comitato nazionale italiano). La scelta era stata facile. L'impostazione ideologica e programmatica del partito mazziniano rifletteva, in fondo, lo stesso senso di sconfitta e di debolezza diffuso a Roma, quello cbe era il logico retaggio dei fallimenti dei moti italiani del '48 e del *49. Lasciando piena libertà di fede politica agli aderenti, impegnandoli solamente contro nemici comuni nella lotta per l'indipendenza, rimettendo al futuro ogni decisione circa il carattere del nuovo Stato, accantonando la discussione sui pro­blemi che investivano più profondamente il rinnovamento della vita e della società italiana, permetteva ampie alleanze e convinte adesioni che davano l'illusione della forza nell'unione. Mentre per Mazzini, però, e per altri repubblicani a lui vicini, tale vaga formulazione aveva anche una giusti­ficazione tattica, serviva cioè a mantenere compatte nella lotta le file rivoluzionarie del '48-'49, che minacciavano di scontrarsi e di disperdersi nella durezza delle accuse e delle polemiche e nella varietà dei progetti, mentre per altri esponenti dei movimenti liberali e nazionali che l'avevano accettata essa rispondeva alla necessità di un momento di ripiegamento e di attesa in cui far maturare nuovi orientamenti, a Roma è rintracciabile e per diversi anni ancora una genuina tendenza all'accordo e alla neutralità delle parti, che, oltre a confermare il coacervo di idee e di indi­rizzi coperto dalla bandiera del '49, rivela, nel tentativo di sfuggire alla chiarificazione e alla definizione di programmi più profondi, un substrato di incertezza e di confusione.
Un elemento positivo deve, però, esser messo in rilievo: i primi tenta­tivi di organizzazione, effettuati in una atmosfera di sbandamento e di dispersione, avevano visto profilarsi un frazionamento delle forze repub­blicane e un regresso su posizioni precedenti (accanto ai Comitati di fra­tellanza di Montecchi, dal carattere mazziniano, si stava solidamente riaf­fermando la carboneria,1) sia pur in ima forma rinnovata2)), masi era poi imposta una convinta e totale adesione ad un unico movimento,
*) R. AMBBOBI DB MACISTRIS - I. GIIIMON, op. ai., pp. 300 e sa.; L. E. PENNAC-CHim, Dopo la caduta detta Repubblica romana, in Rassegna storica del Risorgimento, a. vyn (1935), u. 1, pp. 161 sa. Anche Mazzini accenna, in una lettera a Fabrizi del 7 marzo 1850, al lavoro carbonaro) in Roma (S. E. /., voi. LXJI, p. 169).
2) R. AMBROSI DE MAGISTBIS I. GiunoN, op. cit., p. 300, n. 2.