Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <397>
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Roma dal 1849 al 1860
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mista,l) e combattente coraggioso nel Veneto. Organizzatore di dimo­strazioni nell'ambito del Circolo popolare, aveva poi svolto durante la Re­pubblica attività di propagandista nella vicina provincia e aveva contribuito alla difesa della città con un elevato grado militare. La sua passata espe­rienza politica è pia intuibile che accertabile: come molti altri patrioti romani della sua generazione, egli sarebbe arrivato alla democrazia e alla repubblica dalla carboneria e sembra dalla Giovine Italia, dal neo-guelftsmo e dal costituzionalismo. 2) Le sue evoluzioni non avranno fine: lo ritroveremo unitario monarchico, su posizioni molto moderate, e poi, dopo il '62, esule, deputato nel Parlamento italiano, schierato sempre, senza incertezze e senza deviazioni, nelle file più conservatrici della Destra postunitaria.3* Insistiamo particolarmente su di lui perchè Ghecchetelli è il più tipico rappresentante di quel gruppo che per quasi un ventennio si trovò alla testa del partito liberale e nazionale romano, e da quel gruppo fu, anzi, riconosciuto ed imposto al governo italiano come capo indiscusso ed autorevole. Era un letterato che si concedeva alla politica, era un im­provvisato pensatore e forgiatore di programmi: lotta al potere temporale, indipendenza dallo straniero e, più tardi, unità nazionale sotto lo scettro di casa Savoia, saranno per lui i tre cardini di ima ideologia che si rivelerà, per molti punti, confusa e incerta, i tre punti fissi di un programma per i quali giustificherà i ripensamenti e i pronti adeguamenti alle suggestioni immediate di una realtà storica in evoluzione, le tre mete indiscutibili che lo impegneranno alla lotta, una lotta alla quale non si può, d'altra parte, non riconoscere aspetti coraggiosi e positivi. Non si ricerchi, anche nell'am­bito di queste tre mete, soprattutto di quella connessa con la caduta del
*) H giornale, nato, soprattutto, per iniziativa di F. M. Gerard!, nell'aprile del 1846, come settimanale di Arti, Industria, Varietà e Annunzi Commerciali , era diventato po­litico nel giugno del 1847, sotto la direzione di Ghecchetelli. 11 sottotitolo Benedite gran Dio l'Italia (diventerà alla fine del 1848: Viva la Costituente italiana 1) ne chiarisce sufficientemente la tendenza nel periodo in cui egli contribuì a dargli impulso e ispira­zione. Giornale neoguelfo e riformista, dunque, con una impostazione che peccava spesso di improvvisazione, di superficialità, di contraddizione: elementi tutti, del resto,largamente diffusi nella stampa romana contemporanea, alle sue prime armi, espressione di ambienti che cominciavano allora ad aprirsi non soltanto alla lotta ma soprattutto alla discussione politica (per il periodo successivo, specie per quello repubblicano, in cui il giornale assunse carattere radicale e democratico, con interessanti spunti autonomistici e municipalistici per quanto riguardava il problema romano, si veda F. FONZI, I giornali romani del 16*49, hi Archivio storico della Società romana di storia patria, a. LXXII (1949), n. 3, pp. 97 98.; anche C BARBIERI, I giornali romani del 1849t Roma s. d.).
2) Cfr. R. GIOVAGNOU, Ciceruacchio e Don Pirlonc..., Roma, 1894, p. 99 e passim.
*) Fa deputato all'VlII, IX, X, XI legislatura per il Collegio di Tolentino. Cenni biografici sono in T. SAZITI, Il Parlamento subalpino e nazionale* Roma, 1896, e nel Dizio­nario del Risorgimento nazionale, a cura di AC. Rosi. Si veda anche il breve articolo a lui dedicato atti' Illustrazione popolare del 25 novembre 1913.