Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <404>
immagine non disponibile

404
Fiorella Bartoccini
partito non poteva che contribuire a soffocare ogni interno dialogo, ogni costruttivo dibattito, impoverendo il contenuto ideologico dei programmi e impedendo ogni serio impulso all'azione. Il ristretto gruppo dirigente, così poco preparato e cosciente, così debole economicamente e social­mente, dominava la base ed era, a sua volta, facilmente soggetto ad essere influenzato da superiori pressioni.
* * .-*
Nel generale processo di chiarificazione dei programmi e dei metodi che, superate le fasi di ripiegamento sopra le sconfitte del '48-'49, travagliava le forze progressiste italiane, sensibili, oltre che alle lezioni del passato, alle suggestioni offerte dal presente, ormai condizionato dal Piemonte costi­tuzionale e dalla Francia bonapartista, anche a Roma si cominciarono ad avere importanti ripercussioni. Nell'ambito nazionale la polemica infuriava nel campo dei democratici, investiva gli stessi mazziniani di più sicura fede, riluttanti ad accettare una forma ibrida di neutralità che, oltre ad appa­rire rinuncia ad ideali fondamentali e a provocare ambiguità e confusione, si manifestava anche controproducente sul piano tatticistico, esponendoli alla prevalenza di avversari che stavano divenendo più forti. A Roma, nel settembre del 1851, si ebbe un importante cambiamento, in senso chia­ramente repubblicano, mazziniano: il Comitato centrale venne sciolto e sostituito da una Direzione. L'operazione fu giustificata con la necessità di eludere le vessazioni della polizia ormai scaltra conoscitrice degli ambienti e degli uomini, ma, in realtà, il mutamento seguiva le indicazioni venute da Londra, dove Mazzini stava nuovamente riagitando la bandiera della repubblica, e la guida del nuovo centro era passata ad un suo fedele, l'av­vocato bolognese Giuseppe Petroni.l) Non vi fa un sostanziale ricambio del gruppo dirigente, come non vi fu un immediato programma chiarifica­tore, 2) ma Petroni accentrò nelle sue mani la direzione del partito, dando una personale impronta alla sua attività, 8) mentre aumentava la circola-
J) Da Mazzini considerato nomo eccezionale.... un altro me stesso (a G. Grilcnzoni, 22 febbraio [1853], in S. E. L, voi. XLVili, p. 300).
2J II manifesto con cui veniva annunciato il mutamento restava fondamentalmente ambiguo nelle prospettive finali: lo si veda in R. AMBROSI DE MAGISTRIS - I. GHTHON, op. cit., pp. 015 e su.
3) Essa appare, sin dalle carte processuali pubblicate nella Romana di ripristhtazione di società segreto, cit., sia da quelle della Miscellanea di carte politiche, cit, all'A. S. B. (busta 123), nettamente repubblicana e rivoluzionaria. Di particolare, Petroni condusse un'attiva opera di unificazione, in vista di una azione comune nell'Italia centrale, eon i repubblicani di Toscana (v. S. GUGLIELMOTTI, op. cit., pp. 97 e ss.). H regolamento del partito ispirato da Petrosi, con un accentramento della guida nelle mani del direttore, in A. S. B., Miscellanea di earte politiche, cit., busta 123, fase. 4223.