Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <408>
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Fiorella Bartocctni
Le battute dell'ultimo, diretto dialogo tra Mazzoni e i dissidenti romani rivelano il profondo contrasto esistente fra essi, l'impossibilità di una reciproca comprensione. Ai Romani, che deprecavano i pericoli delle discordie nel campo delle forze nazionali, Mazzini rispondeva con il ricordo dell'ambigua collusione tra repubblicani e monarchici nel '48; a Mazzini, che ribadiva la necessità di una azione rivoluzionaria immediata, di una azione di popolo, con bandiera repubblicana, i Romani facevano balenare l'utilità delle forti alleanze, la prevalenza del problema indipendenti-stico su quello istituzionale. ') Egli parlava di ideali, gli altri di vantaggi.
*) Pubblichiamo intera la lettera di Mazzini, del 12 aprile 1853 (in risposta ad una, perduta, del Mazzoni), che non è edita in S. E. I. (pubb). in F. DELLA PERTJTA, op. cit. pp. 512 e ss., da una copia di polizia ali1 A. S. R.).
... E vengo al principio. Non tifò libri; non vi dico cose che già sapete; non vi parlo del vero e del falso, della moralità e dell'immoralità, che è nei due lati della questione. Non posso dilungarmi: non parlo che del punto di vista pratico, dell'errore politico che vi travia. Il primo errore che si mostra negl'indirizzi mandati e nella tua lettera è questo: voi avete senza dati, senza conoscenza di fatti, senza esami degl'ele­menti Lombardi, senza aspettare che io parlassi, senza chiedermi spiegazioni, giudicato a capriccio il fatto di Milano. Avere creduto che la Bandiera fosse causa del suo fallire. Avete creduto che io avessi trovato dissenso nelle credenze. Ora questo è falso radicalmente. Un Romano, era mio Commissario in Milano, B[riri], e può farvi fede quando vorrete, dacch'egli è libero, di quanto io ti dico. Non abbiamo trovato un sol uomo che s'opponesse al moto perchè moto repubblicano. Tranne alcuni vecchi imbecilli esosi a tutti, e che non si adoprano in cosa alcuna, non esiste partito monarchico in Mi­lano. Gli oppositori erano Repubblicani tutti, taluni fra loro spacciandosi assai più inol­trati di noi, socialisti, proudlionisti e simili.
Il dissenso in Milano e fuori, fu tra una parte de' nostri affratellati, il Popolo, deciso all'azione, e tuia parte dei nostri appartenenti alla classe media decisi pel nò; e badate dicesi pel nò, non perchè negassero il successo probabile dell'insurrezione, ma perchè paventavano i risultati ultimi della guerra; in sostanza perchè dubitavano di voi, e del resto d'Italia; dicevano rimarremo noi Lombardi soli, oggi ancora dicono co­minci il centro, seguiremo subito. Seguivano anche senza questo, se la lotta aveva un primo successo; né ora è istituto mio di spiegarvi perchè non l'ebbe. Mio obbligo attuale è quello di dirvi il carattere delle opposizioni. E basti che tra gli oppositori era Medici; non certamente perchè il moto fosse repubblicano.
Tot dunque, col rifarvi da capo al 48 cercate un rimedio a un male che non esiste. La Lombardia tutta intera raccoglierà con ischerno il vostro Programma. Roma col Pro­gramma della guerra regia nei suoi primordi, apparirà cosa comica.
Lo stesso errore di non conoscere la storia di quel dissidio. Dissidenti furono Fer­rari, preteso communiata; Cernuschi, ultra repubblicano federalista; Cattaneo, che mi rimproverò d'aver tradito nel '48 per soverchia pazienza, la causa della Repubblica, e odiatore del Piemonte monarchico più assai dell'Austria; Montanelli repubblicano oggi con tendenze socialistiche; Manin repubblicano; Col desi repubblicano. Questo vi dicono le loro manifestazioni stampate, i libri di Cattaneo e di Montanelli, il manifesto del Comi­tato NeoLatino. Uno dei pretesti al dissìdio fu anzi il primo nostro manifesto, ch'essi trovarono non repubblicano o un rifacimento (che non era) del 48; quel manifesto che io avevo dettato repubbUcumen te fu mutilato da Sirtori ed io sicuro delle tendenze italiane cedetti allora. Ora quando Sirtort, unico allora a credere utile il silenzio sulla parola, si staccò da noi, si recò in Parigi, dove fu respinto da tutti i dissidenti. Ed oggi, come parmL