Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <409>
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Roma dal 1849 al 1860
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L'intransigenza dell'esule non ci stupisce; colpisce, invece, da parte dei Romani, il tono doro della risposta: Mazzini, l'uomo accettato nel '49,
di averti detto, è tornato nostro, convinto non essere sincerità e potenza d'avvenire che in noi; e parlando con Aurelio dei modi pei quali lo scioglimento del Comitato Nazionale non veniva a nuocere all'idea repubblicana in Italia,
Il vostro Programma avrà dunque avversi i dissidenti di Parigi come quelli di Lombardia; taluni gelosi di Roma, come il veneziano Manin, esulteranno nel vedervi cosi discendere; altri ne trarrà, come Cattaneo, nuovo argomento a favore del federalismo; null'altro.
Del resto il dissidio di Parigi parte da misere invidie, e da personalità,non da principii, non da opinioni politiche. I più tra quei dissidenti sono discordi l'uno dall'altro. Mon­tanelli va la domenica a messa; Ferrari è ateo; Manin professa non doversi cospirare né altro. E tutti si fondano sull'iniziativa francese, e abdicano ogni concetto d'azione italiana. Non hanno fatto, non fanno, non faranno mai nulla. Cattaneo abborre dal lavoro, e non ha tre uomini in Lombardia. Ferrari, fattosi con dispregio all'Italia francese in tutto, è inviso ai Lombardi. E via cosi.
Fusione dunque tra chi ? Tra Roma e i giornalisti dell'Opinione ? Tra Roma ed i monarchici del Piemonte? Parliamoci chiaro. Ditemi che voi rinnegate l'iniziativa ita-nana, ditemi che volete cospirare Bempre e non agir mai, ditemi che Roma si disereda da ciò che fece la sua gloria nel 1848, la fede in sé, la pertinacia dell'azione, e intenderò.
Bensì vi dico: calunniate Roma.
Gli elementi che soli potete sperare d'aggiungervi sono quelli che professano do­versi aspettare che le circostanze suggeriscano a casa di Savoia la guerra. Credete voi nell'iniziativa del Re piemontese? Se cosi è vi compiango. Avete perduto ogni elemento di senno politico.
E vedete dove vi trascina fin d'ora il Programma, a cercare adesione d'uomini Come Gabussi, screditato per immoralità in ogni angolo dov'è noto. Dimenticata la mo­ralità, quando avrete l'adesione di Gabussi, di Govoni, d'altri dieci o venti malversatori della Repubblica, che cosa avrete alla mente per fare?
No: gli uni vi diranno aspettate l'iniziativa francese; gli altri l'iniziativa sarda, e via così. Qualunque cosa vi dicono, chi avranno seguaci ?
Disingannatevi. Iniziativa francese e iniziativa sarda si contraddicono. Non potete sperare nell'una, senza allontanarvi dall'altra. Quanto al Piemonte, non agirà mai se non dopo la rivoluzione delle barricate. Quanto ai Repubblicani francesi chi s'attenta a cospirare con essi se non io?
Eccovi il bilancio delle forze vostre. Gli uomini dell'Opinione felici di trovare una defezione nei ranghi repubblicani ma protestanti odio a congiure, a organizzazioni che non parta direttamente esclusivamente da chi li paga; gl'immorali di tutti i partiti, respinti o negletti do noi; alcuni monarchici piemontesi, lieti di potervi sprezzare, lieti di poter dire anche Roma abbandona la Bandiera repubblicana, ma diffidenti di voi sempre, e a ogni modo non volendo lavori segreti né altro che possa educare all'azione il Popolo. Dall'altra parte avete contro: noi repubblicani unitari; i repubblicani federa­listi; tutti gli uomini d'azione che vedono in quel Programma la negazione non solamente della Repubblica ma d'ogni speranza d'iniziativa pel paese.
Da qualunque punto avrei potuto aspettare manifestazione siffatta fuorché da Roma; da ogni uomo fuorché da te e da tuoi amici. E tutto questo perché? Per avere uno scandalo? Dacché altro non potete sperare, avrete Minghettl in Bologna; ma non avrete Bologna; il Popolo delle provinole si staccherà da Roma, smembrandosi in sette; e in Roma, il Popolo sarà contro, appena io gli avrò spiegato (e dovrò pur farlo) l'in­ganno in cui è tratto.
Io non vedo, con uomini che amino la Patria davvero, fuorché una trasformazione possibile nelle condizioni presenti; ed è questa: trasformare il Partito nazionale in partito