Rassegna storica del Risorgimento
1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
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1961
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Fiorella Bartoccini
Londra cercava anche a Roma, come faceva in altri Stati italiani, di mantenere contatto con le forze liberali e nazionali locali, al duplice fine di ima guida e soprattutto di un controllo moderatore. E in Piemonte, a Genova particolarmente, la crisi dei mazziniani dava origine a polemiche e a reazioni, che non risparmiavano l'ambiente degli emigrati romani e pervenivano anche a Roma. Mazzini aveva ben colto, nei dissidenti , una accentuata simpatia verso il Piemonte di Vittorio Emanuele II, che era qualche cosa di più della semplice accettazione dei monarchici come compagni di lotta sopra un terreno neutro d'azione. Ma si trattava ancora di una simpatia si badi bene e non ancora di quel deciso orientamento che verrà, più tardi, denunciato dagli avversari ed esaltato dagli stessi patrioti romani, fieri di aver anticipato nel 1853, con l'adesione alla politica piemontese, il La Farina della Società nazionale, di aver addirittura precorso, agitando la bandiera dell'unità italiana sotto lo scettro dei Savoia, il Manin del se no, no. *) JQ nome di fusi o fusionisti , con il quale i membri del Comitato nazionale saranno d'ora innanzi chiamati, in contrapposizione con quello di puri o puritani , cioè repubblicani, appare ancora più dettato dal largo spirito di conciliazione e di neutralità che animava il loro programma iniziale che dal concetto di unione al Piemonte e di accettazione della sua guida. Abbiamo insistito, anche da un punto di vista documentario, su questa evoluzione del partito romano, perchè essa ci appare interessante (anche se insignificante come risultati) nel generale processo di chiarificazione che travagliava le forze liberali e nazionali italiane. Permaneva a Roma un orgoglioso sentimento della validità e della importanza di una iniziativa locale, si lanciavano appelli, agli ex deputati della Costituente, agli emigrati, ai repubblicani dissidenti e ai mazziniani, a tutti i patrioti italiani, affinchè venisse accettato il programma di fusione del 9 aprile.2)
') il Partito d'azione, cit., p. 17. Molti anni dopo il suo autore, David Silvagni, fornendo a I. Ghixon elementi per la mia storia di Roma (lettera del 18 novembre 1883, M. C. R. R., basta 60-5), insisteva ( ci tengo moltissimo) sull'idea di fusione col Piemonte e sulla precedenza del manifesto del 9 aprile 1853 sulle iniziative di Manin e di La Farina (ma à veda la sua lettera al conto Orsi di Ancona, del 6 ottobre 1856, in R. DE CESARE, op. cit., voi. I, pp. 162 e s.).
2) In S. E. /., voi. XLIX, p. 265, nota, è riprodotta dal Diario Gironi una dello circolari del Comitato romano: ... Soddisfare al voto dei più dev'essere l'opera del Comitato provvisorio. Ad esso precederà un Comitato definitivamente costituito, appena clic vi sarà l'adesione delle provili eie, non che quella degli ex deputati della nostra Costituente, e degli altri uomini che per mente e virtù hanno in Italia e fuori un nome onorato. Il Comitato colla presente vi domanda adesione al suo programma ohe puro v'invia, né dubita ohe il pensiero di Roma non sia accettato con plauso da tutti i buoni delta vostra Città o provincia. Possa una volta l'amore della patrio conculcata serrarci in una sola falange! Frema l'oppressore che lungamente si allegrò delle fraterne discordie. Salute .