Rassegna storica del Risorgimento
1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
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1961
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Roma dal 1849 al 1860
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prochc di delazione e delle polemiche che si susseguirono per anni ed anni, avvelenando ogni possibilità di un rapporto umano se non politico.x) Qualunque possibilità di intesa e di unione, per una lotta comune, contro un avversario comune, spesso auspicata e consigliata, dopo il '60, in ambienti italiani, venne meno di fronte alla recisa negativa sia dei dirigenti del Comitato, sia dei dispersi repubblicani, negativa in cui è dimoile sceverare la coerenza di una. posizione ideologica dalla irrazionalità di una avversione personale. Ma quello che qui interessa è che, passati i primi mesi di ripiegamento, i fusi risollevarono rapidamente le sorti del partito, i puri no, malgrado tutte le esortazioni di Mazzini e l'attività dei suoi emissari2) per riguadagnare almeno la provincia, per riguadagnare il popolo ingannato. Bisogna attendere gli anni successivi al 1860 per notare a Roma qualche serio tentativo di organizzazione repubblicana, sotto pressione e guida esterne, e in confluenza con le forze filo-garibaldine,3) tentativi che ebbero tutti risultati storicamente insignificanti. Questo totale crollo dei repubblicani, i cui maggiori esponenti appartenevano, inoltre, come Petroni, a lontane regioni dello Stato pontificio, può essere in parte imputabile al declino stesso del movimento su base nazionale, ma è anche una conseguenza dello scarso peso dell'eredità lasciata a Roma da quella Repubblica che era pur stata accettata da ima larga parte dei suoi cittadini, una testimonianza della labile traccia lasciata dalla predicazione politica e morale di Mazzini, dalla parola e dall'esempio dei democratici e rivoluzionari italiani venuti a lottare nella città. Questi avvenimenti posteriori contribuiscono a porre nei giusti limiti, nell'esatto valore, il significato della adesione allora data, e confermano anche la scarsa rispondenza che una ideologia politica di carattere estremista e radicale e una pratica rivoluzionaria potevano suscitare nella città. I tentativi di organizzazione dopo il '60, l'affermazione dopo il '70 di gruppi repubblicani, o addirittura anarchici o socialisti,4) sono certamente una prova della esistenza di elementi e di ambienti favorevoli, ma si tratta pur sempre di elementi e di ambienti passivamente ricettivi , cioè pronti ad accogliere l'ispirazione e
1J La polemica ebbe punte aspre anche dopo il 1870, quando Petroni, appena liberato dal carcere, riprese e rilanciò le vecchie accuse di delazione (v. La Capitale, quotidiano di Roma, del 27 ottobre 1870), in un secondo tempo moderandole (Unità italiana, 7 novembre 1870). Gli rispose Checchetelli, in un indirizzo Agli elettori del Collegio di Tolentino, Macerata, 1871. La discussione si era intanto ampiamente estesa ad altri giornali (efir. Perseveranza del 18 gennaio 1871).
2) Eugenio Brizi (cfr. Memorie autobiografiche, Assisi, 1888), Silvino Olivieri.
3) H primo tentativo che aia degno di rilievo è quello compiuto da Andrea Giannelli, che ne lasciò il ricordo in Due gite clandestine a Roma negli anni 1861 e 1862, Prato, 1886.
4) Si veda F. DELIA PEIIUTA, VInternazionale a Roma dal 1872 al 1877, in Movimento operaio, a. IV (1952), pp. S e ss.