Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <416>
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416 Fiorella Bartoccini
il comando, ma incapaci, quando l'impulso esterno si indeboliva e si fram­mentava, di suscitare, o semplicemente di mantenere vitale, un cosciente e organico movimento di idee e di azione.l) Mancavano soprattutto i capi, gli uomini-guida, coloro che invece scenderanno, dopo il 1870, nella città, e la rigida strutturazione dell'unico partito progressista , di cui abbiamo parlato, impediva che appelli esterni riecheggiassero efficacemente.
-E logico, necessario anzi, porsi la domanda di quale fosse stata la funzione degli emigrati di Roma, e in genere dello Stato pontificio, nel deter­minare, nel 1853, l'evoluzione del partito liberale e nazionale romano. Sa­rebbe certo interessante seguire il pensiero e l'attività degli esuli, nel mo­mento della formazione del nuovo Comitato, soprattutto di quelli più impegnati nelle vicende del '49 e più preparati, o, almeno, più coscienti politicamente ricordiamo, per fare alcuni nomi, uno Sterbini, un Mon-tecchi, un Vinciguerra, un Armellini, un Mariani, un Bonaparte , ma non è possibile precisare posizioni diverse, di carattere sempre piuttosto personale e difficilmente riconducibili a semplici schemi. Sappiamo che alcuni di costoro erano già stati, a Roma, su posizioni di critica antimazzi­niana. Appare, inoltre, evidente che in genere nell'emigrazione più qualifi­cata, con il ripreso sopravvento dei moderati, che alimentavano una pole­mica storica, fonte di ripensamenti, e con la crisi dei repubblicani, la guida di Mazzini veniva respinta e lo stesso mito eroico del '49 si andava, in al­cuni suoi termini, dissolvendo, mentre cominciavano ad apparire determi­nanti le suggestioni di nuovi contatti e le pressioni di mutati ambienti. Occorre mettere in rilievo, inoltre, che l'influenza degli emigrati, anche di quelli moderati, con i quali il Comitato, più tardi, stabilirà rapporti, non appare e non apparirà mai a Roma particolarmente determinante. Ormai aveva assunto funzioni di rappresentanza e di guida del locale partito il ristretto gruppo dirigente, il quale affermerà sempre, e orgogliosamente, la propria autonomia d'azione e la propria autorità,.e non si lascerà mai sfuggire dalle mani la guida della base. Esso si mostrerà ugualmente con­dizionabile, ma più su piano interno come vedremo che esterno, e da fuori accetterà più facilmente l'ispirazione data dagli avvenimenti che quella suggerita dagli uomini.
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L'intera rete organizzativa della vecchia Associazione era rimasta integra nelle mani degli avversari di Petron i, dei fusi , che Bulle stesse basi, con gli stessi schemi, la estesero e la perfezionarono, facendola rami
1) Sulle disposizioni e il carattere della popolazione romana, cfr. P. CHABOD, Storia delia politica estera italiana dal 1870 al 1896, Bari, 1951, pp. 184 e ss.