Rassegna storica del Risorgimento
1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
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1961
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Roma dal 1849 al 1860
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ficare anche in altre regioni del dominio pontificio. Appare, però, evidente che non si venne mai creando una organizzazione a raggio statale; le città più vicine, del Lazio e dell'Umbria soprattutto, erano collegate abbastanza strettamente con Roma, in posizione di dipendenza, ma molti altri centri, pur mantenendo rapporti di carattere associativo con il Comitato nazionale romano, godevano di una diversa ed autonoma vitalità. Era questo soprattutto il caso dell'Emilia, dove il movimento liberale e nazionale risentiva della vicinanza con il Piemonte, con la Lombardia, con la Toscana, verso le quali tendeva a gravitare, oltre che di una diversa tradizione politica, di una continuità di direzione da parte del gruppo dirigente e di ima più ricca articolazione di interne correnti. l)
La direzione del Comitato rimase nelle mani di coloro che abbiamo imparato a conoscere, ma altri personaggi venivano intanto alla luce, li affiancavano nella guida del partito: Tito Lopez, Luigi Mas tri cola, Annibale Santangeli, Augusto Lorenzini, Luigi Solidali Tiburzi, Luigi Venanzi, Cesare Leonardi, i fratelli Tittoni e, in posizione rilevante perchè impiegato alla Legazione sarda, David Silvagni.2) Provenivano quasi tutti dagli stessi ambienti sociali del gruppo dirigente primitivo: erano impiegati, professionisti, commercianti, persone in genere economicamente e socialmente deboli, di scarso rilievo nella vita cittadina. Solo i Tittoni, come il Silve-strelli, come altri mercanti di compagna che abbiamo ricordato, portavano al partito i vantaggi di una solida ricchezza. E interessante mettere in rilievo l'origine politica di questi nuovi esponenti del Comitato: provenivano quasi tutti dalla stessa base della vecchia mazziniana Associazione, erano quindi sempre gli uomini del '49.
Non mutavano i capi, ma, sia pur lentamente, mutava il loro orientamento. Intorno al 1855-1856, infatti, si ebbe l'ultima e definitiva > evoluzione del Comitato romano, quella evoluzione che era facilmente intuibile nella crisi stessa del '53. Quelle persone che avevano allora accettato, su un piano comune di lotta allo straniero, i monarchici, non potevano ora restare insensibili alle grande suggestioni della politica nazionale di Cavour. Il fenomeno era ampiamente generale in Italia, nel campo stesso dei democratici, dei repubblicani; ne conosciamo le fasi successive, il progredire degli atteggiamenti, il passaggio dall'acccttazione all'appoggio. Ma a Roma vi è un punto da mettere in rilievo, l'abbandono da parte del
') La separazione definitiva fra il Comitato di Bologna e il Comitato di Roma, quella che segnerà l'inizio di un divergo avvenire fra i due territori, avverrà, però, solo nel 1859: efir. G. DEL BONO, Cavour a Napoleone III, Torino, 1941, p. 122,
21 Èli futuro autore di La Carlo e la società romana nei secoli XVIII e XIX Firenze, 1881-1883.