Rassegna storica del Risorgimento
1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
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Roma dal 1849 al 1860
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i suoi capi sia sul piano dell'attività, sia su quello delle idee e dei programmi.
I dirìgenti del Comitato appariranno, specialmente dopo il 1860, quando al partito si richiederanno iniziative e manifestazioni, facilmente guidati da alcuni alti protettori.]) Lo stato di dipendenza sarà facilitato,
*) Il principale fra questi è, senza dubbio alcuno, Michelangelo Caetani, duca dì Sennoneta, figura di primissimo piano nella Roma dell'Ottocento, dove spiccava per le sue doti di intelligenza e di cultura. Personalmente dedito a studi danteschi, era aperto ad ogni corrente di pensiero, ad ogni contatto umano, con una larghezza di interessi e di amicizie che si stendeva su tutta l'Europa. Aveva fama di liberale era stato ministro nel periodo riformista e quando, nel 1870, le truppe italiane valicheranno la breccia di Porta Pia, egli sarà considerato il personaggio più eminente della nuova Roma, colui al quale si concederà l'onore di guidare la deputazione che presenterà a Vittorio Emanuele il risultato del plebiscito romano, colui al quale si concederà il diritto di presiedere la Giunta romana. I suoi successivi atti, di nomo politico (l'improvviso passaggio, come deputato, dalla Destra alla Sinistra, per un contrasto di vedute con la maggioranza su una particolare legge, il perdono chiesto al pontefice, in punto di morte, per i trascorsi patriottici) illumineranno a sufficienza il carattere di una opinione e di una posizione, che a noi risultano abbastanza chiari, dall'esame delle sue carte e dalla conoscenza delle sue azioni, anche per il periodo precedente, quello che ora maggiormente ci interessa.
L'ottavo peccato mortale egli definiva la politica e si avverte, nei suoi rapporti con i dirigenti del Comitato, una forma di distacco verso una attività considerata inferiore, come si avverte anche un tono di superiorità, di carattere sociale, verso quei piccoli borghesi romani che la praticavano, o cercavano di praticarla. Quale dunque la posizione di Michelangelo Caetani? Era una persona intelligente, abbiamo detto, e colta, con un senso storico della vita: vedeva una evoluzione in atto e non voleva andare controcorrente, accettava i nuovi principi che si andavano affermando e li faceva anzi suoi, con convinzione, senza rassegnazione. La separazione del potere religioso da quello temporale era il tema dominante del suo pensiero, caratterizzava un atteggiamento in cui era anche, fondamentale, un'assoluta fedeltà alla Chiesa. Il principio della unificazione nazionale si fece strada in lui più lentamente, anch'esso suggerito da una valutazione realistica, si affermò' soprattutto quando la grande Italia cominciò a premere sempre più prepotentemente, politicamente ed economicamente, alle porte della piccola Roma.
Nella concezione stessa di una fatale evoluzione è la spiegazione di una mancata attività, di una posizione passiva sul piano dell'azione: Le monde marche toujours, bon gre mal gre, dans I'ordre moral cornine dans l'ordre matèrici. La crcation n'est que le com-mencement d'une revolution qui doit continuer jusqu'à la fin dn monde (a Taine, il 24 marzo 1867, in Epistolàrio del duca Michelangelo Caetani di Semionda, Firenze, 1902, voi. I, p. 270). Quant à moi jc vois égalemcnt difficile les deux ipothèses des deux parti, ne sa-ebant pas comprendre comment rétablir le passe, ou comment établir le i'utur... Nous ne pouvons comp ter que sor le bienfait de la decom posili n lente qui se fai t iualgré tout (al granduca Carlo Alessandro dì Sassonia-Weimar, il 12 dicembre 1860; Roma, Archivio Caetani).
Le sue opinioni, le sue posizioni si risolvevano nella battuta, nella satira, nel frizzo, che non risparmiavano nemmeno i nuovi: principi e il nuovo mondo. A lui ricorrevano spesso i liberali romani,per aiuto e consiglio: che cosa si potevano aspettare dall'uomo che, riecheggiando Pope, esclamava: Blessed is he w ho expeets nothing, he shall ne ver bo disappointed ? (ibid).
Per una bibliografia sul duca di Sennoneta, rimando a R. DE CESATIE, op. cit., voi. I, pp. 87 e ss.; U. PESCI, // duca di Semionda, in Illustrazione italiana, 31 dicembre 1882 (anche M. BONTADINI, in Perseveranza, 16 dicembre 1882). Si vedo anche F. CHABOD, op. cit. np. 492 e s.