Rassegna storica del Risorgimento
1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
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1961
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Fiorella Bortoccmi
oltre che dalle deboli condizioni economiche e sociali, che provocavano stati di personale soggezione, * ) anche dalla necessità deciso l'abbandono di una azione rivoluzionaria di ricorrere ad ambienti più qualificati e più. importanti nella vita cittadina per svolgere una opera concreta e significativa di agitazione, di manifestazione di volontà, di pressione sul governo pontificio, di propaganda in Europa. L'influenza di questa opinione fiancheggiatrice ai rivelerà, per quanto riguarda l'attività del partito, negativa: essa sarà ispirata da un atteggiamento moderato e conciliante, che respingerà logicamente ogni possibilità rivoluzionaria, ma non vi sostituirà una nuova, concreta alternativa, un atteggiamento provocato da un complesso di sentimenti e di timori, in cui prevarranno da una parte la preoccupazione di una completa rottura con la Chiesa, con il pontefice, dall'altra il timore di movimenti incontrollati, con conseguenze di carattere sovversivo, di rivendicazione sociale.
Una funzione determinante delle classi più elevate apparirà evidente e lo documenteremo ampiamente nello studio annunciato dopo il 1860, ma è intanto necessario segnalare il fatto che si deve anche al loro avvicinamento, oltre che alle suggestioni della politica cavouriana, l'evoluzione del programma del Comitato intorno al 1856-57: la larga accettazione di tutte le tendenze che era stata alla base del proclama del 9 aprile 1853, il profondo anelito alla lotta, gli spunti democratici che avevano caratterizzato le formulazioni programmatiche del partito durante i primi anni della Restaurazione, si andarono man mano dissolvendo, mentre prevaleva il rigetto di ogni istanza estremista di principi e di metodi. Dopo il 1860 si potrà rintracciare nei dirigenti del Comitato, dimentichi di avere un giorno proclamato ... noi siamo sempre gli uomini del 9 febbraio 1849, la condanna aperta e assoluta degli antichi ideali. 2) Invano Mazzini, che voleva mantenere l'iniziativa della riscossa nazionale alle forze repubblicane e popolari, lanciava un appello, riagitava la bandiera neutra , quella stessa bandiera che i dissidenti romani gli avevano offerto nel 1853. La sua voce risuonava debole a Roma, veniva prontamente soffocata. 8)
') Lo stcsHO Checchetelli dipese, per un certo periodo di tempo, in qualità di bibliotecario, dal duca Cenarmi Sforza.
2) Cfr. lettera di Checchetelli a Lorenzini del 18 oprile 1862, in M. C. R. R., busta 243-7-7.
*) I pochi, dispersi repubblicani locali si dichiaravano, nel 1856, disposti ad accettare il programma di irmionc emanato dal Comitato nel 1853 e lamentavano di non trovare ormai che ripulsa (Circolare del 19 ottobre 1856, in A. S. R., Miscellanea di carte politiche, busta 125, fase. 4418; per notizie sul gruppetto repubblicano, iWrf, busta 125, soprattutto fase. 4416). Per l'episodio mazziniano di Rocca di Papa, cfr. A. M. GHI-sALBEBTI, Un pò di Repubblica a Rocca di Papa, in Risorgimento a. VI (1954), pp. 149 e ss.