Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <422>
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Fiorella Bortoccmi
oltre che dalle deboli condizioni economiche e sociali, che provocavano stati di personale soggezione, * ) anche dalla necessità deciso l'abbandono di una azione rivoluzionaria di ricorrere ad ambienti più qualificati e più. importanti nella vita cittadina per svolgere una opera concreta e signi­ficativa di agitazione, di manifestazione di volontà, di pressione sul governo pontificio, di propaganda in Europa. L'influenza di questa opinione fiancheggiatrice ai rivelerà, per quanto riguarda l'attività del partito, negativa: essa sarà ispirata da un atteggiamento moderato e conciliante, che respingerà logicamente ogni possibilità rivoluzionaria, ma non vi sostituirà una nuova, concreta alternativa, un atteggiamento provocato da un complesso di sentimenti e di timori, in cui prevarranno da una parte la preoccupazione di una completa rottura con la Chiesa, con il pon­tefice, dall'altra il timore di movimenti incontrollati, con conseguenze di carattere sovversivo, di rivendicazione sociale.
Una funzione determinante delle classi più elevate apparirà evidente e lo documenteremo ampiamente nello studio annunciato dopo il 1860, ma è intanto necessario segnalare il fatto che si deve anche al loro avvi­cinamento, oltre che alle suggestioni della politica cavouriana, l'evolu­zione del programma del Comitato intorno al 1856-57: la larga accetta­zione di tutte le tendenze che era stata alla base del proclama del 9 aprile 1853, il profondo anelito alla lotta, gli spunti democratici che avevano caratterizzato le formulazioni programmatiche del partito durante i primi anni della Restaurazione, si andarono man mano dissolvendo, mentre prevaleva il rigetto di ogni istanza estremista di principi e di metodi. Dopo il 1860 si potrà rintracciare nei dirigenti del Comitato, dimentichi di avere un giorno proclamato ... noi siamo sempre gli uomini del 9 febbraio 1849, la condanna aperta e assoluta degli antichi ideali. 2) Invano Maz­zini, che voleva mantenere l'iniziativa della riscossa nazionale alle forze repubblicane e popolari, lanciava un appello, riagitava la bandiera neu­tra , quella stessa bandiera che i dissidenti romani gli avevano offerto nel 1853. La sua voce risuonava debole a Roma, veniva prontamente soffocata. 8)
') Lo stcsHO Checchetelli dipese, per un certo periodo di tempo, in qualità di bi­bliotecario, dal duca Cenarmi Sforza.
2) Cfr. lettera di Checchetelli a Lorenzini del 18 oprile 1862, in M. C. R. R., busta 243-7-7.
*) I pochi, dispersi repubblicani locali si dichiaravano, nel 1856, disposti ad accet­tare il programma di irmionc emanato dal Comitato nel 1853 e lamentavano di non trovare ormai che ripulsa (Circolare del 19 ottobre 1856, in A. S. R., Miscellanea di carte politiche, busta 125, fase. 4418; per notizie sul gruppetto repubblicano, iWrf, busta 125, soprattutto fase. 4416). Per l'episodio mazziniano di Rocca di Papa, cfr. A. M. GHI-sALBEBTI, Un pò di Repubblica a Rocca di Papa, in Risorgimento a. VI (1954), pp. 149 e ss.