Rassegna storica del Risorgimento
1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1961
>
pagina
<
423
>
Roma dal 1849 al 1860
423
Sottolineati il passaggio su posizioni moderate rinunciatarie e la soggezione alle mete e alle ispirazioni di Torino, possiamo rapidamente sorvolare sulla successiva attività del partito liberale e nazionale romano che non presenta spunti interessanti di rilievo. Essa andò sempre più esemplandosi su quella del movimento unitario-monarcliico, organizzato da Manin e da Pallavicino, passato sotto il controllo di La Farina e di Cavour n. Opera intelligente e accorta nel controllo e nella guida del movimento locale fu svolta dal marchese Migliorati, rappresentante sardo a Roma dal 1856 al 1858, il quale aveva alle sue dipendenze David Silvagni, succeduto al Tommasoni, uno dei membri, come abbiamo accennato, più importanti nel gruppo direttivo del partito. Fu nella sede della Legazione sarda che il marchese Gualterio venne a preparare, nel 1856, con il concorso di cittadini da lui prescelti come esponenti delle varie tendenze,2) un memorandum, che avrebbe dovuto, nelle intenzioni sue e dei collaboratori, far mettere sotto accusa, al tavolo della conferenza parigina, l'intero sistema politico-amministrativo dello Stato pontificio. 3) Cavour non si servì è noto di quel memorandum, preferendo sfruttare l'opera e i consigli di Min ghetti, preferendo soprattutto, per il momento, appuntare le sue osservazioni sull'esistenza di truppe straniere austriache nella parte settentrionale del dominio di Pio IX.4) Era un segno di limitazione e di restrizione, che rispondeva logicamente alle sue mete e alle sue tattiche. E a Roma queste mete e queste tattiche, superato un principio di delusione,5) vennero comprese e accettate, non soltanto dall' opinione , ma anche dal partito , teso ora a seguire le prospettive dell'alleanza franco-piemontese e della guerra all'Austria, da cui venivano fatte derivare, in maniera molto nebulosa e incerta, possibili future evoluzioni.
*) Nel 185.5 il Comitato si fece promotore di una offerta ai soldati piemontesi che combattevano in Crimea (l'indirizzo che accompagna il dono è al M. C. R. E., busta 6-56); successivamente contribuì all'omaggio della medaglia d'oro a Cavour, dopo il congresso di Parigi, e alla raccolta del denaro per l'offerta dei 100 cannoni alla fortezza di Alessandria.
*> Sono tendenze) che ci sembrano artificiosamente scelte, rispondenti più a una situazione ormai superata che alla realtà attuale del movimento liberale e nazionale romano: secondo Gualterio, il memorandum sarebbe stato approvato da Pantaleoni, Savi, Tommasoni e Orioli, per gli uomini del '48; da Cesarmi, Aldobrandino Rìgnano, per l'aristocrazia; da Bevilacqua e Trotti, per la Consulta; da SUvestrelli, Silvagni ed altri per il partito d'azione (cosi egli definiva il Comitato'; v. R. DB OESABK, op, clt., voi. I, p. 242).
3} Si trattava di ama storia dello Stato romano, dal congresso di Vienna in poi, nella quale veniva appuntata sul dominio della casta clericale la responsabilità di tutti i mali che affliggevano il paese (ibitt., pp, 241 e ss.).
*) Lo stesso Gualterio approfondirà, qualche anno dopo, il tema antiatutriaco con. Gli interventi dell'Austria nello Stato pontificio, Genova, 1859.
fi) CFr, lettera di Gualterio a Tommasoni del 2 aprile 1856 (in Lettere inedite cìt., pp. 231 e ss.).