Rassegna storica del Risorgimento

1849-1860 ; STATO PONTIFICIO
anno <1961>   pagina <428>
immagine non disponibile

428
Fiorella Dartoccini
che avrebbero potuto avere una loro validità se sfruttate in una azione politica diversa da quella allora attuata da Cavour, il quale, evidente­mente, voleva evitare qualunque motivo o spunto di irritazione ai suoi alti interlocutori. Nuove raccomandazioni al Comitato di moderazione e di calma, anche dirette *), e nuove rinuncie da parte del Comitato, nuove abdicazioni. Ma non disillusioni.
I Romani continuarono a credere fermamente nella possibilità di una vicina soluzione fino alla morte di Cavour, continuarono a illudersi ! forse anche maggiormente dopo, con Ricasoli, e si abbandonarono completamente alla guida di Torino. H problema romano era stato da loro impostato in una forma che non mancava di aspetti realistici: esso era sostanzialmente e fondamentalmente italiano , sia come impostazione sia come soluzione. Bisognava aspettare. XL risveglio avvenne bruscamente, anche a Roma, dopo Aspromonte, con la sconfitta della iniziativa rivolu­zionaria e, soprattutto, con quella del governo, che dette il senso della realtà, della gravità della situazione. Vi fa, negli ambienti liberali e nazio­nali della città, una grande delusione che conteneva un principio di rasse­gnazione. Quasi improvvisamente, invece, essi vennero messi di fronte, nel periodo successivo, ad una evoluzione del problema che li chiamava direttamente in causa: gli Italiani invocavano, fossero essi moderati o rivoluzionari, appartenessero allo schieramento governativo o a quello dell'opposizione, il principio della Roma dei Romani. E questi ne affron­tarono, con l'organizzazione, gli appoggi, le tendenze, lo spirito, che abbia­mo cercato in questo articolo di delineare, la sua realizzazione.
FIORELLA. BARTOCGHSI
X) Nel marzo 1861 raccomandava che si cessasse dalle dimostrazioni, che per carità si seguissero i suoi consigli (Cbccchctelli a Lorenzini, 27 marzo 1861, M. C. R. R., busta 244, 1>I).