Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; 1860-1864 ; LUCANIA
anno <1961>   pagina <431>
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Un quinquennio di brigantaggio in Basilicata (1860-1864) 431
in mezzo a quelle montagne, dove difficilmente penetravano i loro oppres­sori. Spartaco, che dette tanto filo da torcere ai signori di Roma, molto spesso s'intanava nelle intricate forre e nelle fitte boscaglie della Lucania, per resistere gagliardamente alle legioni consolari, che volevano sterminare le sue bande, ma senza efficace risultato.
Durante le guerre tra Mario e Siila, Cesare e Pompeo, Marcantonio e Ottaviano la Lucania fu una delle regioni più messe a soqquadro dai loro sgherri, i quali trovavano in essa il terreno propizio alle loro scorrerie, e avevano modo di reclutare banditi e facinorosi.
Peggio avvenne durante le invasioni barbariche, quando Roma non seppe opporre un valido baluardo alle torme dei Visigoti, dei Vandali e degli Unni, i quali per raggiungere l'estremo della nostra penisola dovevano attraversare la Lucania, che era sul loro cammino.
Tutti, sanno quali orrori e quante nefandezze commettessero quelle orde feroci e come trovassero nella Basilicata le terre adatte alle loro rapine e ai loro saccheggi.
I miseri abitanti ridotti alla schiavitù, vedevano tante rovine e impa­ravano ad imitare i loro oppressori, constatando che con i ladrocini e le violenze si viveva meglio che col lavoro e le occupazioni civili.
Questo stato di cose si aggravò durante le dominazioni degli Eruli e degli Ostrogoti, dei Bizantini e dei Longobardi, dei Franchi e degli Alemanni, i quali commisero ogni sorta di nefandezze e di spogliazioni a danno degli abitanti, che ridussero allo stato più abietto e miserando.
H feudalesimo dette un nuovo colpo nell'aggravare le sciagurate condizioni dell'infelice regione; più che altrove la triste piaga del feudale­simo commise leggendarie estorsioni, inaudite efferatezze, crudeltà inique, che finirono di rovinare quelle disgraziate popolazioni, sottoposte ad ogni sorta di violenze materiali e morali, vittime di soprusi e di crudeltà inu­mane.
Con un governo così tirannico era naturale che le plebi fossero pro­pense a seguire l'esempio dei baroni, i quali assoldavano la schiuma dei ribaldi per perpetrare le loro malefatte; chi era abituato a servire i pre­potenti, imparava a fare rapine e saccheggi per il proprio vantaggio; ehi aveva l'animo avvelenato dalle nefandezze che compiva per conto dei signori, non provava ripugnanza nel perpetrarle a suo favore per spirito naturale di vendetta contro chi l'opprimeva.
Questo spiega come il brigantaggio in Basilicata continuò sotto gli Svevi e sotto gli Angioini, sotto gli Aragonesi e sotto gli Spagnoli, resi­stendo alle scomuniche della Chiesa e alle repressioni dei governi, reagendo con inaudita brutalità e inumana ferocia ai soprusi dei bravi e degli sgherri dei propri oppressori.