Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; 1860-1864 ; LUCANIA
anno <1961>   pagina <435>
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Un quinquennio di brigantaggio in Basilicata (1860-1864) 435
In tuia regione, dove non c'erano asili per i bambini poveri, ospedali per gl'infermi, ospizi per i vecchi, scuole per gli ignoranti, orfanotrofi per i trovatelli, dove si aveva l'iniquo fenomeno della mancanza di cimiteri per seppellire i morti, il brigantaggio doveva dilagare e infierire contro tante infamie, per protestare contro sfacciati usurpatori egoisti e prevaricatori.
Una plebe non educata né alla cultura dello spirito, né alla gentilezza dell'animo, né agli affetti domestici, né alla religione pura, né ai retti costumi, ma abbrutita dal vizio, schiava di abbietta superstizione e di gros­solani pregiudizi, non poteva entusiasmarsi di chiassose dimostrazioni e di sbandieramenti dei liberali; essa era amante di luminarie e di spari rumo­rosi, di cuccagne e di feste, che avevano poco di sacro, ma molto di tripudio; era indignata nel vedere calpestata la giustizia, impuniti i veri colpevoli, perché protetti dai signorotti temuti, assolti i ladri, condannati spesso gl'innocenti; notava che il carcere si trasformava in luogo di pervertimento, dove alcuni entravano per lievi colpe, e uscivano maestri di delinquenza, dove ragazzi inesperti, che erano scivolati in qualche perdonabile errore, erano mischiati con uomini gravati di delitti atroci, e le legnate erano più che sfregio al corpo, oltraggio all'anima.
È da aggiungere, osserva il Pani Rossi, che nella disgraziata regione non v'erano uè industrie, né traffici, che le strade erano infestate da ladri e assassini, che i mestieri erano allo stato primitivo, che la fede pubblica era contaminata dal tradimento e dall'usura, che la beneficenza era de­fraudata da astuti amministratori, che a molti diseredati mancava il tugurio per abitare, l'aratro per lavorare, la semenza per spanderla nel campicello, il pane per sfamarsi, i vestiti per ripararsi dal freddo.
Né qui finivano le ingiustizie e i malanni, perché occorre ricordare che le imposte comunali risparmiavano i ricchi e gravavano sui poveri, anteponendo i dazi, che- pesavano sui pezzenti, ai tributi che colpivano gli agiati. I beni demaniali dei Comuni, che non erano pochi, in generale erano un'oJìa dei maggiorenti e non un sollievo per gl'indigenti, i quali non si sentivano più disposti a tollerare ruberie e usurpazioni, disconoscimento dei propri diritti e privilegi di pochi vampiri. Lo stesso clero non sempre sollevava gl'infelici, ma in molti paesi aggravava le loro misere condizioni con questue e feste non puramente cristiane, e con sperpero di danaro per lotterie e fuochi artificiali, veri baccanali, più che edificazione dello spirito e ingentilimento di costumi.
In un ambiente così arretrato doveva mettere forti radici il bandi­tismo, che era un'arma naturale di vendetta contro tanti oppressori, e diveniva brigante chiunque voleva farsi giustizia colle proprie mani, servendosi del moschetto e del pugnale per esprimere la sua protesta contro una simile società.