Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; 1860-1864 ; LUCANIA
anno <1961>   pagina <449>
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Un quinquennio di brigantaggio in Basilicata (1860-1864) 449
vicino, dove lo moschetta; il disgraziato sopravvive, ma è reso cadavere con pugnalate alla gola, perchè ritenuto traditore.
Un triste giorno la banda s'incontra con un manipolo di-17 soldati, li disarma, taluni li manda liberi, altri li trattiene finché non siano conse­gnati sei fucili nuovi; strazia in modo orribile alcuni sciagurati di Marsico-vetere, e riunitosi con le bande minori del Canosa, del Perendo, del Cop-polone e dell'Egidione s'avventura nei territori di Stigliano e San Mauro; compie infamie nel Materano, a Tricarico, ad Abriola a Montescaglioso, e sconfìtto un drappello di milizie, compie inaudite sevizie e ne cruci figge il comandante.
Desta raccapriccio il narrare le infinite crudeltà commesse da quella tigre in mille occasioni; pur battuto e perdendo parecchi dei suoi facino­rosi, continua a scorrazzare per l'ampia regione, sfuggendo ai carabinieri e ai bersaglieri che gli sono alle calcagne, ed ha l'impudenza di mandare un gregario ad un sacerdote di Gorleto con un'offerta per comprare un cero per la festa della Vergine.
Dopo aver bruttato donne e aver imposto taglie, predato animali, e seviziati miseri gestori, tagliuzzato vittime e perpetrate bestiali atrocità il 20 dicembre 1864, mentre era ospitato da un manutengolo di P adula, fu sorpreso con la druda e altri sei criminali; lottando a corpo a corpo fu trafitto da molti colpi da un manipolo del capitano Fera, e spirò l'anima feroce.
La sua banda, pur privata del crudele capo, non si disanima e sotto la guida del Francolino continua a insevire nel Potentino e nel Materano, finché, ridotta di numero nei freccienti scontri con la milizia, che la stringe d'ogni parte, viene uccisa o si arrende.
Fu imbastito il processo contro l'infame masnada, e si raccolsero i delitti da essa commessi, che ammontavano a 319; varie centinaia furono i testimoni a deporre contro i rei, ma la maggioranza erano periti. Ai su­perstiti per spontanea dedizione fu salva la vita, non al Francolino che era stato imprigionato.
Giunto al luogo del supplizio mostrò animo commosso alle preci del confessore; ma improvvisamente dato uno stratto a chi gli era intorno, ai lanciò a precipizio nei campi; inseguito da alcuni militi fu ferito nella gola e rotolò nel proprio sangue.
Simili a queste nefandezze furono i delitti commessi dalle altre bande di malfattori, che per vario tempo furono il terrore della Basilicata e delle regioni limitrofe; non vi fu paese o borgo, ohe non provasse i tragici effetti di quei manigoldi, che spinti da selvaggio spirito di vendetta e da insa­ziabile brama di bottino commisero azioni delittuose che degradano la natura umana.