Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; 1860-1864 ; LUCANIA
anno <1961>   pagina <450>
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450 Saverio La Sorsa
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Per tanti efferati delitti e orribili malefatte il governo era ormai stanco di lottare contro quelle sanguinarie masnade. Bisognava ricorrere a mezzi più energici per estirpare una buona volta una piaga che diso­norava l'Italia all'estero. La stampa straniera, specialmente quella fran­cese e inglese, spesso accennava alle poco lodevoli condizioni dell'Italia Meridionale, e deplorava la politica del governo incerta, sconnessa e debole nel rimettere l'ordine nelle regioni da poco annesse.
I nemici d'Italia e i reazionari d'ogni parte d'Europa non mancavano di esagerare le imprese disonoranti di quei manigoldi, per sostenere che l'unità conseguita era effimera, che una gran parte del popolo meridio­nale era per la caduta dinastia borbonica, e che il brigantaggio era un segno evidente della fiera opposizione del Mezzogiorno alla politica accentratrice dei Savoia, che nulla faceva per migliorarne le condi­zioni.
Assai complessa fu l'azione svolta dal governo per far tornare l'ordine e stroncare il banditismo, che pareva invincibile per le svariate Tagioni topografiche, storiche, sociali e politiche da noi innanzi esposte.
Insieme con provvedimenti d'indole morale ed economica che miti­garono in qualche modo le condizioni dei miseri, fu approvata il 15 agosto 1863 la legge Pica, con la quale s'istituirono speciali tribunali militari per giudicare i delitti compiuti dai briganti e dai loro complici; fu stabilita la fucilazione per i componenti le bande armate, e la pena dei lavori forzati ai manutengoli.
Furono inviati a domicilio coatto i vagabondi e i favoreggiatori, e furono arrestati molti dei parenti di tanti pervertiti, per indurli a non aiutarli nelle loro gesta criminali, e a cooperare col governo nella loro cat­tura; fu sorvegliata con estremo rigore la condotta, spesso subdola, delle autorità municipali; si chiusero molte masserie che davano ricetto ai predoni, si restrinsero le provviste alimentari e i foraggi nelle dimore campestri, e si vigilò con accuratezza il traffico di lavoranti tra l'abitato e la campagna. Con vari bandi del 9 gennaio, 18 e 20 febbraio e 5 aprile fa imposto d'accentrare in determinate località tutti i prodotti agricoli che si raccoglievano nelle masserie, e di portare nell'interno dei paesi gli animali che servivano ai malfattori; si ordinò che fossero scoperchiate e distrutte le pagliaia disabitate, e si richiusero le grotte e le masserie poste nei boschi e luoghi vicini, che erano rifugi dei banditi, obbligando gli abitanti a trasferirsi nei paesi attigui.
Poi la polizia rivolse le sue indagini sui sospetti, e senza dubbio con la sua azione punitrice spesso fu fomite di rancori e di vendette.