Rassegna storica del Risorgimento

BRIGANTAGGIO ; 1860-1864 ; LUCANIA
anno <1961>   pagina <451>
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Un quinquennio di brigantaggio in Basilicata (1860-1864) 451
Un'ombra, un gesto, un sospetto sottoponeva gl'incauti a duro pro-cedimento. Si inasprirono gli odi municipali, si accolsero false calunnie, tornarono in onore le prepotenze dei tempi andati, e gli accusati di allora divennero gli accusatori dell'oggi, si sfogarono le antiche ire. Le carceri furono zeppe di rei e non rei, di ogni età, d'ogni sesso e stato civile. Secondo quanto asserisce il Pani Rossi, un ventesimo erano fanciulli, altrettanto i decrepiti, un quarto erano femmine, due quinti coniugi strappati alle cure della prole.
Fra i carcerati apparivano professionisti e sacerdoti, proprietari e commercianti; scarsi solo gli umili, che non erano bersaglio delle vendette cittadine.
Tornò in auge lo spionaggio, e talvolta bastò un anonimo per rovinare una persona onesta; le colpe del passato, gli odi e gli amori sovente valevano per sincere confessioni di reato. Per far presto (la Corte d'assise dal 1 gen­naio 1864 al 31 dicembre 1865 giudicò 1359 reati di brigantaggio) fu soppresso l'inciampo della difesa, e unico difensore dei colpevoli fu la coscienza dei giudici.
Di conseguenza non sempre si colsero i veri colpevoli, tanto che di oltre duemila arrestati, un migliaio furono inviati ad un secondo giudizio, e di una metà non si ebbe alcuna condanna.
Calmati gli animi, i rei ricorsero alla commissione di appello di Firenze, e di 300 arrestati e più che altrettanti a mani libere, solo una trentina ebbero confermata la pena.
Meno inique furono le sentenze del tribunale di guerra, presieduto dal colonnèllo Vivali. Un migliaio d'imputati furono giudicati in due anni; di essi un 60Q furono assolti per dubbie prove e inoneste accuse; dei rima nenti 400 una metà erano briganti strappati a forza dai campi o spontanei prigioni. Dei veri colpevoli c'erano ben 30 femmine o drude, o sorelle o madri; 5 erano sacerdoti, 2 ufficiali della milizia cittadina, un avvocato, 2 sindaci.
Le pene inflitte furono: la reclusione da 5 a 10 anni per 48 imputati, 279 ai lavori forzati da 10 a 20 anni; 3 condannati a 25 anni; uno a 30 anni; 70 a vita di ferri e 30 a morte castigatrice.
Secondo i calcoli più. accettabili dal 1860 al 1863 i briganti fucilati furono 1038, quelli periti in combattimento 2413, i prigionieri 2768*
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Con tali energici provvedimenti il governo consolidò la sua stabilità; cessò la guerra fratricida; si fiaccò la velleità di rivincite borboniche; si calmarono per un momento le aspre rivalità fra i signorotti locali e le plebi