Rassegna storica del Risorgimento
IRPINIA
anno
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1961
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pagina
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453
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RISORGIMENTO IRPINO
Onorevole ministro, onorevoli deputati, autorità, signore e signori,
difficile cosa per uno come me, che, dato lo specifico carattere del suo magistero, deve imporsi di fronte agli avvenimenti del passato una obiettività non fredda, ma serena e distaccata, non lasciarsi prendere, in ispecie dopo le commosse ed alte parole del sindaco, dal particolare clima e dalla suggestiva atmosfera che aleggiano intorno alla cerimonia odierna. Qima e atmosfera di orgoglioso e cosciente entusiasmo, inteso a trasferire il retaggio del passato nella realtà del presente, a saldare in un'unica vivida sintesi l'Italia dei Mille con l'Italia odierna, l'Avellino di De Conciliis con l'Avellino martoriata ed eroica del 1943. È una testimonianza, la vostra, della continuità della storia, un solenne riconoscimento dell'alto ammaestramento del passato, una singolare conferma della perenne vitalità degli ideali del Risorgimento, che non può non commuovermi e non rendermi al tempo stesso più dubbioso circa la completezza e l'efficacia del quadro che tenterò di delinearvi, nel rievocare con voi brevemente una data per noi particolarmente sacra.
Il 27 marzo 1861, a dieci giorni dalla proclamazione del nuovo Stato unitario con l'assunzione da parte di Vittorio Emanuele II del titolo di re d'Italia, nel parlamento non più subalpino, giacché sedevano in esso per la prima volta tutti i rappresentanti della Penisola, libera dal servaggio straniero o domestico, in quella Torino in cui nell'ultimo'decennio, in virtù, dell'azione cavouriana e per la lealtà del principe, si era abituato a riconoscersi il popolo italiano, Roma venne acclamata capitale d'Italia.
A cent'anni di distanza il governo, riconoscendosi e consacrandosi come il governo di tutti gli Italiani e non di una determinata parte politica, ha opportunamente e coraggiosamente raccomandato che nelle manifestazioni celebrative si dia risalto proprio e sovrattutto a quella data, che, con un cosciente atto di volontà verso l'avvenire, volle consacrare il diritto storico su Roma della nuova Italia e anticipare nei voti la line del potere temporale, che appariva un ostacolo non solo all'unità della patria ma alla missione stessa del cattolicesimo.
La scelta di questa data per la celebrazione odierna deve indurci a consapevole meditazione, a cosciente ripensamento del suo significato. H 27 marzo '61 non segna infatti nella nostra storia un evento di grande rilievo militare o diplomatico, non è la conclusione vantaggiosa di un trattato o la vittoria definitiva di una guerra, non è la proclamazione di