Rassegna storica del Risorgimento
TRENTO ; PUECHER PASSAVALLI LUIGI
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1961
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488
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488
Bice Rizzi
Menestrina apparsa a Trento nel 1912,1) senza accennare alle minori, quali quelle di Fr. Ambrosi, di T. Patrizza, di P. Pedrotti.2)
Ecco anzitutto la lettera del 9 ottobre '70 che ci conferma in quale alto-concetto di stima l'arcivescovo in partibus fosse tenuto dagli uomini politici rappresentativi del tempo.
Eccellenza
Questa lettera le sarà consegnata dal venerando Monsignor Arcivescovo di Teano già predicatore in Vaticano, Padre Luigi da Trento.
Non v'ha persona in Roma più considerata, per dottrina, virtù e saviezza civile religiosa.
Confido che Vostra Eccellenza vorrà accogliere Monsignore con benevolenza e non troverà inutili i colloqui che si compiacerà di avere concesso. Volesse il cielo che potessimo avere nelle Sedi arcivescovili molti personaggi che gli somigliano. Colgo questa occasione per rinnovarle, Eccellenza, gli atti della mia profonda OS" servanza e devozione.
Di V. E. obbl.mo Blanc
La commendatizia ben rifletteva le alte qualità religiose, morali, civiche del messaggero che, con pochi altri dell'alto clero romano (almeno apertamente), aveva salutato con compiacimento la caduta del potere temporale del Papa ritenuta, la caduta, salutare ai fini della religione e sommamente necessaria all'unità italiana. Già nel ritratto che il Begey premise al volume si può scorgere nei lineamenti aperti e solenni ad un tempo, specie nello sguardo fermo penetrante, il carattere dell'uomo, la spiccata sua personalità: Né ribelli, né schiavi.
Certamente il suo pensiero non collimava interamente con quello ufficiale su qualche questione teologica dogmatica: citiamo, per esempio, le sue riserve, e forse più che riserve, sul dògma dell'infallibilità sancito dal Concilio ecumenico aperto nel '69 con un discorso di mons. Puecher, ma disertato da lui nella seduta di votazione. Ciò gli tolse la cordiale amicizia di Pio IX, il quale subiva soprattutto l'influenza dei gesuiti, gli avversari più accaniti del Governo italiano spo-gliatore dei beni della Chiesa. Così anche per il suo desiderio di arginare nella Curia (che egli conosceva bene per avervi passato anni quale predicatore apostolico e come pro-Vicario di S. Pietro) quanto non corrispondeva alla spiritualità evangelica, mons. Puecher fu fatto segno a denunce che lo costrinsero-a ritirarsi dapprima a Frascati, indi nel convento di Morovalle, ove gli pesò assai la inattività forzata. Unico conforto la corrispondenza e l'amicizia con
*) FRANCESCO MENESTRINA: L'arcivescovo PuecherPassavalli. A proposito d'una recente pubblicazione, estr. da Pro Cultura 1912, fase. 23, Trento; vedi, dello stesso, l'articolo sulla messa all'Indice del volume BEGEY-FAVERO in Pro Cultura, Trento, 1913,
voi. IV.
2) F-AMBROSI, Scrittori ed Artisti trentini, Trento, 1894,11. edi*.; PIETRO PEDROTTI, Il dramma di mons. Puecher-insigne vescovo e patriota, in Alto Adige, 1953, n. 36. Anche nel Messaggere Tirolese del 1854, n. 48 vi sono notizie su mons. Paecher. Brevi cenni dell'amicizia del P. con mons. de Montel nello scritto di FR. MENESTRINA, in Studi Trentini di Scienze Storiche, 1954, n. 2-3 nella nota a p. 802.