Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; LA LUMIA ISIDORO ; PALERMO
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1961
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492
Cotenna Mandala
nella lettera n. 43 del 7 marzo 1870, allo scopo di informare il La Lumia di quanto aveva precedentemente scritto allo Jacini.
E da segnalare, inoltre, che la Di Carlo utilizza in nota brani di altre sette lettere del Perez e a questo riguardo è necessario avvertire che le sue indicazioni archivistiche non corrispondono alla numerazione del carteggio, ma seguono piuttosto la numerazione concernente le ottantasei lettere del Perez. *)
Altri accenni al carteggio sono contenuti nell'articolo di Ciro Rana, L'autonomia siciliana nel pensiero di Isidoro La Lumia, già citato. In esso, infatti, il Rafia, per meglio delineare la portata del decentramento, anche se con particolare riguardo alla situazione siciliana, si rifa alla stessa osmosi di idee intercorrenti tra il La Lumia e i suoi corrispondenti, e fa riferimento alla lettera n. 292 di Luigi Cremona, appartenente al primo volume, alla lettera n. 8 di G. Capponi, in data 24 agosto 1863, alla n. 17 di C. Cantù del 5 agosto 1863, alla n. Ili di Di Giovanni, in data 2 maggio 1875, tutte del secondo volume e alla lettera n. 140 di A. Ranieri, in data 12 febbraio 1862, appartenente al terzo volume, che esprime, più compiutamente delle altre, il tema fondamentale del carteggio. Questo volerei fare essere italiani della luna, finirà (dove non sorgano gli opportuni rimedi) col contaminare la vera idea, il vero concetto nazionale, e gittarci nell'indeterminato e nel nulla . Come è evidente da queste parole del napoletano Ranieri, il decentramento che si articola nel carteggio non è limitato alla rivendicazione dell'autonomia siciliana, che ne è piuttosto quel particolare aspetto che costituisce l'oggetto dell'articolo del Rafia; ci troviamo innanzi a un fenomeno di più vasta portata che, in quanto espressione delle aspirazioni delle regioni, le quali avevano pure dato largo contributo di idèe e di sangue alla unità nazionale , era ormai ritenuto indispensabile alla prosperità e al riposo interno della Nazione . Veniva, quindi, richiesto dalle condizioni reali del paese, dalle sue componenti politiche come l'unico ordinamento razionale. Sotto questo profilo, le lettere del Perez 2) vanno prese in particolare considerazione. Secondo le sue linee prospettiche il perno di ogni decentramento concludente deve consistere nella individuazione dei veri Enti sociali, cui è necessario restituire esistenza giuridica e libertà,3) i comuni, cioè, e le regioni. Sono queste ultime, in contrasto alla divisione provinciale attuata dal Governo, le vere provinole: non si tratta di crearle, ma di riconoscerle, giudicando in base ai dialetti provincia secondo natura e dialetti 4) 2 che, in numero di dodici, costituiscono la base di tutte le ragioni etnografiche, geografiche e storiche che possono dare una giustificazione non arbitraria all'ordinamento amministrativo del paese.
Da qui la amarezza del Perez nel vedere confuso in un fascio il regionismo di taluni miopi co' larghi principi di libertà da lui professati e promulgati .5)
i) Secondo questo suo criterio, la 31 in data 3 febbraio 1868, diventa la 14", la 33*, in data 2 marzo 1868, la 16*, la 55, in data 18 dicembre 1870, la 39, la 57, in data 29 gennaio 1871, la 41, la 60, in data 10 aprile 1871, la 44, la 92, in data 25 marzo 1874, la 76, la 99, in data 27 novembre 1877, la 83.
2) Voi. Ili, 2QQC 187, mi. 18-104, comprendenti gli anni 1846-1879.
8) Lettera n. 57 del 29 gennaio 1871.
4) Lettera n. 55 del 18 dicembre 1870.
5) Lettera n. 56 del 9 gennaio 1871.