Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; LA LUMIA ISIDORO ; PALERMO
anno <1961>   pagina <493>
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Il carteggio La Lumia alla Biblioteca comunale di Palermo 493
Il decentramento, secondo il suo pensiero, doveva essere rilanciato dai regionisti sol tappeto nazionale come strumento di rinnovamento del paese, come garanzia di libertà* Nessuna dicotomia, quindi, tra partito liberale e re­gionisti se razione di questi ultimi si proponeva solo la costruzione di un argine che, impedendo di scivolare nello pseudo-liberalismo, servisse a rafforzare lo atesso partito liberale.J)
Pure certe spurie alleanze del partito regionista, anche se contratte in nome di una convergenza di forze che avrebbero dovuto rendere improrogabile l'applicazione del decentramento, facendosi perturbatrici di ogni sua buona influenza ,2) avevano determinato un sistematico travisamento del concetto regionale. Erano state Tarma data in mano agli accentratori per muovere con­tinue accuse di egoismo municipale, di retriviamo, e simili e peggio,3) anche se
opponeva il Perez non è giusto rendere solidale tutto un partito delle cecità, o delle mire di pochi suoi componenti . *)
La stessa esigenza di chiarezza e di differenziazione si riscontra nelle lettere dell'Amari s) che, assieme a quelle del Perez, costituiscono il nucleo centrale del carteggio.
La lettera n. 15 del 16 marzo 1866 è una decisa presa di posizione contro i clericali definiti nemici della indipendenza ed unità della Nazione . Altri accenni polemici contro i clericali e i borbonici sono contenuti nella lettera n. 21, sempre del 1866. L'Amari, dopo una breve annotazione sulle condizioni dell'isola,
dopo i malandrini, il cholera l'è purtroppo. Il secondo, quantunque ostinato è pure più trattabile che i primi; poiché se ne va e se ne anderà di certo , si chiede quando finalmente potrà essere sgombra da' malandrini e da' sicarii di ribellione borbonica e monacale . Essi più che costituire una remora com­battono l'umano incivilimento . )
Gli stessi concetti sono ripresi con maggiore efficacia nella lettera n. 59 del 1 settembre 1869: Lo stato dei partiti in Palermo mi accora quanto voi vi potete immaginare. Io credo che alla fin fine gioverà questo passeggero trionfo de' clericali. Que' che amano la libertà politica e religiosa vedranno il pericolo di collegarsi ora in modo qualunque coi borbonici e co' papalini e si persuade­ranno che i dispareri di amministrazione interna si sciolgono dal parlamento ...
I concetti di unità politica, unificazione, accomunamento, affratellamento di animi, sostenuti dall'Amari, vanno, però, rigorosamente distinti da quello di accentramento ministeriale. Esso è definito, piuttosto, la posizione degli aciocchi e l'azione dei suoi sostenitori è presentata come quella di novelli ico­noclasti che senza discernimento vorrebbero ridurre l'Italia ad una scac­chiera, a un gran disco rigato di circoli concentrici, dimenticando la figura dello Stivale ... ,7) L'Amari è drastico. Se il massimo obbiettivo dell'accentramento
*) Lettera n. 53 del 1870.
2) Lettera m 41 del 26 loglio 1869.
*) Lettera n. 26 del 17 ottobre 1867.
*) Lettera n. 41, cit.
s) Voi. I, 2QQC 185, un- 1-167, riguardanti gli anni 1860-1879. Si tratta di 167 lettere, le cui responsive si trovano nel carteggio Amari, conservato alla Biblioteca nazionale di Palermo, sotto la voce La Lumìa, pacco XV, nn. 4827-5032.
fi) Lettera n. 40 del 4 agosto 1868.
7) Lettera a. 2 del 17 febbraio 1862.