Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; LA LUMIA ISIDORO ; PALERMO
anno <1961>   pagina <496>
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LIBRI E PERIODICI
GIORGIO FALCO, Pagine sparse di storia e di vita', Milano-Napoli, Ricciardi, 1960, in 8, pp. 735. L. 5000.
Qnesto libro, che vorrebbe essere (ma noi ci auguriamo con buona fiducia clic non sia) rultimo del Falco, un suo fervido e densissimo addio agli studi nell'atto della separa-zione dai discepoli di decenni d'insegnamento, questo libro, dicevamo, rifugge da una esatta classificazione specialistica o cronologica, e si pone innanzi tutto come testimonianza di nn uomo che, attraverso affanni e persecuzioni, ha serbato fede incontaminata nei valori della cultura e perciò anche in anelli della vita vissuta, vissuta nella solitudine crea­tiva dello scrittoio o nella milizia quotidiana della politica democratica. Ed i protagonisti del Falco, da Ottone III a Mazzini, da Enrico VI a Pisacane, sono sempre innanzi tutto, a ben guardare, dei personaggi, con la calda e dinamica vitalità delle passioni che l'A. infonde loro, traendone le fila, i semi, da un'erudizione sterminata, che sa e può, negli istanti di distensione, abbandonarsi alla civetteria del virtuosismo, ma che tanto più spesso unifica i suoi motivi nello scolpire caratteri indimenticabili. In questa potente individualizzazione, che rispecchia il caldo animus dello scrittore, è la caratteristica saliente della storiografia del Falco, in una galleria ora scura e tempestosa, ed ora inten­samente rasserenante. E da ciò egli trae spunto per una polemica garbata ma frizzante, e soprattutto, lo si avverte, assai vigorosamente sentita dall'A., contro le tendenze sper­sonalizzanti della storiografia contemporanea, contro la problematica anonima delle larghe indagini economiche e sociali e delle astrazioni idealistiche. Non è questo il luogo per dibattere un tema che non pochi preferiscono ignorare del tutto, girandovi al largo, o saltare a pie pari, e che è merito viceversa del Falco aver affrontato con disdegnosa schiettezza. Chi scrive si sentirebbe molto imbarazzato ad aderire tout court agli argomenti del Falco. Ma gli è forza riconoscere che l'argomento più solido portato dall'A. è sé stesso, la sua opera, il metodo che vi traspare senza parere, la severità agguerrita della ricerca d'archivio, lo splendore fermo e sobrio del dettato. Quando si fa storia, a quel modo, il vero, diremo vichianamente celiando, s'identifica col fatto: ed i risultati della ricerca costituiscono un'acquisizione solida e duratura da cui nessuno potrà prescin­dere, perchè la ricerca, la meditazione, l'espressione, queste tre fasi centrali del lavoro storiografico, vi rifulgono in grado eminente.
Il volume ai apre con saggi di quella scienza medievalistica di cui il Falco è cosi autorevole maestro: per lo più discorsi pronunciati a Spoleto, nell'austero e scenografico palazzo Ancaiani, dinanzi al fior fiore della cultura specialistica europea, nell'ambiente che forse più potentemente in Italia si presta alle fitte rievocazioni dell'A., su tra le tenebre del secolo X (nel dissolversi delle quali ben a ragione egli vede, contro il Salvatorelli, gli albori della nazionalità italiana). In queste tenebre sprofonda l'immane costruzione imperiale carolingia, che era parsa poter rinverdire i fasti di unità ed universalità della tradizione romana, e di cui viceversa l'A. ben mette in luce i limiti e le debolezze derivanti dall'assolutismo religioso di quell'organismo statale, dal cui sbriciolamento si sprigiona la realtà politica del feudalesimo e, in Italia, delle comunità cittadine. Particolarmente Intenso e vibrante, in quest'ultimo campo, il dramma di Roma, combattuta e talora dilaniata tra le esigenze della sua salvaguardia e della stessa sua sopravvivenza fisica, e quelle della sua mai rinnegata missione universalistica, di entrambe protagonista il papato. Con 1 dinastia di Sassonia e gli albori della riforma cluniacensc gli elementi piò funesti della crisi, la contaminazione sistematica tra laico e spirituale, vengono con­dotti alla luce ed avviati a soluzione. Nascono i primi esempi largamente documentati di vita associata, di reggimento commutativo, e l'A. vi si inoltra speditamente, condu­cendoci da Montecassino a Porto venere, da monaci turbolenti e passionali ad awen-