Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; LA LUMIA ISIDORO ; PALERMO
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1961
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Libri e periodici
(la mancanza di una adeguata struttura industriale basterebbe a spiegare l'assenza d'un conflitto che solo attraverso quella struttura si precisa e concretizza) è altrettanto vero che l'atmosfera politica non può dirsi esaurita nell'ambito effettivo e sentimentale d'un contrasto istintivo, e che la vitalità delle varie forze politiche è individuata criticamente e dialetticamente non solo da Cavour, ma anche dai suoi avversari clericali e democratici. Non per nulla lo documenta benissimo l'A. i dibattiti quarantotteschi più: animati presero vita appunto intorno a temi centrali della convivenza liberale, quali l'ingerenza governativa nei corpi locali, l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, la base censi-tana del reclutamento della Guardia Civica. E non per nulla compattissima, di conservatori e democratici, espressione d'una intransigente coscienza egemonica oligarchica, fu l'opposizione al suffragio universale.
Una larga parte del libro è dedicata alle figure di Pisacanc e Mazzini, a proposito delle quali, come si sa, l'A. è stato un pioniere delle più scrupolose ricerche d'archivio, volte a liberarle dalle incrostazioni leggendarie che l'agiografia vi aveva, più o meno consapevolmente, depositato intorno. L'individualismo scabro e roccioso di Pisacanc balza in pienissima luce da queste pagine, col suo disprezzo perii moralismo protestatario e politicamente inconcludente di tanti moderati meridionali, con la sua incomprensione per il popolo, che pure è protagonista apodittico della sua azione rivoluzionaria, con la sua critica acutissima e premonitrice sulla mancanza d'un concetto unificatore che risolvesse positivamente la convulsione quarantottesca, con la sua intelaiatura mentale e filosofia tipicamente napoletana e settecentesca (è questo un elemento che non si sottolineerà mai abbastanza), con la sua aspirazione ad una libertà eversiva ed anarcoide (e qui forse l'A. forza leggermente in senso individualistico). Parallelamente, s'illumina e s'inquadra il concetto di Costituente, nel suo svolgersi storico dalla matrice settecentesca, nell'ambito del pensiero del Mazzini, in termini particolarmente drammatici e gravidi di conseguenze nel corso della primavera 1848 in Lombardia allorché, più e meglio che non in seguito, nella Roma repubblicana, il conflitto tra iniziativa popolare e soluzione regia parve esigere il termine medio dell'assemblea investita di compiti, istituzionali. Accanto agli uomini del pensiero, infine, Garibaldi, il demone dell'azione, ma non soltanto, ammonisce l'A., del sommovimento episodico e folgorante, bensì dell'azione operosa, perseverante, pacifica, dell'agricoltore e del civilizzatore, inquadrata in tutta un'atmosfera culturale congeniale, volta concentricamente a scuotere dall'umanità il peso dell'oppressione politica ed ideologica. Giudizio acutissimo, questo, e tanto più degno d'ammirazione e di lode in quanto pubblicamente pronunziato nell'imperversarc della retorica fascista più scorretta nei riguardi della genuina tradizione risorgimentale; giudizio che si accomuna a quello sull'indipendenza spesso mostrata dal clero nei confronti della guerra fascista o ad altri non meno spregiudicati ed incisivi, nel delineare un carattere di studioso intensamente e talora appassionatamente polemico, ma illuminato da quell'equilibrio superiore e cavalleresco che è conferito soltanto da una serena religiosità, da una volontà pacata ma ferma di vivere (se non sempre dalla possibil tà d'intendere) la vita nei suoi diversi aspetti multiformi: hi vita che parla delle solitudini silvestri dell'Appennino e dalle mura screpolate di monasteri e di castelli, nel tramonto rosseggiante della campagna romana, che l'A. si volge a contemplare, in una pagina mirabile, nel silenzio evocatore di millenni, e di grandi e magnanimi fantasmi. RAFFAELE COLAPIETRA
ANTONIO PACE, Benjamin Franklin and Ttaly, Fbiladelphia, American Philosophical Society, 1958, in 8, pp. XI-450. S. p.
in Italia manchiamo ancora di una vero indagine su cosa l'America ha significato concretamente per il nostro Settecento e per il periodo delle origini del Risorgimento in genere, sia come contatti e rapporti concreti sia, soprattutto, come influsso culturale, etico e politico della realtà e del mito dell'America sulle coscienze del tempo. L'importanza veramente eccezionale di questo influsso è stato magistralmente messo in rilievo dallo