Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; LA LUMIA ISIDORO ; PALERMO
anno <1961>   pagina <504>
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504 Libri e periodici
di Milano, corso ripetuto all'Università di Roma nel 1947-48 e 1958-59 ed ora pubblicato col tìtolo Storia dell'idea di Europa (Bari, Laterza, 1961). Dopo la guerra poi si è avuto un fiorire di scritti, in vari paesi, attorno a questo tema strettamente allacciato come scrive lo Chabod alle aspirazioni, alle speranze, alle preoccupazioni dei nostri giorni.
Chiunque si accinga a parlare d'Europa sotto qualsiasi ponto di vista, occorre ansi' tutto che precisi che cosa si intende con questa parola, e allora come osserva sempre lo Chabod (p. VIU) ci si accorge e dell'enorme confusione che regna nella mente di coloro che pur ne parlano e scrivono... Ci si serve, cioè, di un concetto del tutto inde­finito, vago confuso . E Sestan aggiunge: e Si parla di una storia d'Europa, di una civiltà europea, di una tradizione europea , E tuttavia e nessuno oserebbe affermare che il concetto d'Europa si presenti con cristallina chiarezza, con netta precisione di linee; anzi si potrebbe, non senza qualche ragione, sostenere che al di fuori del mero concetto materiale geografico, un'Europa non esista . Difficile quindi secondo lo storico inglese Dawsou (La formazione dell'unità europea dal sec. V al XI, Torino, Einaudi, 1939, p. 3) renderci conto dell'esatta natura di questa idea. L'Europa non è un'unità naturale come l'Australia e l'Africa: essa è il risultato di un lungo processo di evoluzione storica e di sviluppo spirituale . Di qui la difficoltà di fissare il concetto d'Europa. Non dal punto di vista geografico, ben inteso; non riguardo all'Europa fisica: si riguardo all'Europa politica, all'Europa culturale e morale, all'Europa che noi abbiamo sempre distinta dalle altre parti del globo per certe determinate caratteristiche del modo di pensare e di agire, dei sistemi filosofici e politici, di tradizioni, memorie, speranze; all'Europa come indi­vidualità storica e morale . Ossia dell'Europa che ha una sua tradizione, che può fare appello a tutta una serie di nomi, di fatti, di pensieri che le hanno dato, nei secoli, una impronta incancellabile. Quando noi diciamo Europa, oggi,... intendiamo alludere ad una eerta forma di civiltà, ad un modo di essere che contraddistingue di primo acchito l' Europeo dall'uomo di altri continenti... E, anzitutto, sopratutto, un certo abito civile, un eerto modo di pensare e di sentire, a lui proprio e diverso; ben diverso, da tradizioni, memorie e speranze di Indiani, Cinesi, Giapponesi, Etiopi, ecc. . Insomma ce quel che importa è la forma mentis... sopratutto opera della storia, cioè della volontà degli uomini, la quale ha, nei secoli, impresso il suo durevole suggello sulle generazioni che si sono Seguite e si susseguono nel continente chiamato Europa (CHABOD, pp. 12, 13). A pro­posito del concetto d'Europa fruttò di esperienza storica Morandi osserva: Si guarda all'Europa nel suo complesso, nella molteplicità dei suoi aspetti, nei suoi beni e nei suoi mali, oltre le divisioni, le opposizioni e le lotte che sempre la travagliano, si cerca di indi­viduare il fondo comune, di porre in evidenza i mille legami sotterranei che la superficie diseguale nasconde . E si badi bene: il concetto d'Europa sfugge ad ogni cristallizza­zione: l'Europa altro non è se non una formazione storica, e l'idea che l'esprime vive dalla realtà spirituale e morale, politica e sociale che in forme diverse vi si è concretata in una larga successione di secoli (MORANDI, 5 ss.). Ossia conta già una sua storia che è essa stessa testimonianza e stimolo ad un costante anelito di maggior solidarietà tra i popoli europei (id.).
Problema dunque importantissimo che ha indotto la Casa Marzorati a dedicare una trattazione apposita all'Europa dei secoli XIX e XX. Naturalmente un'impresa del genere richiede la collaborazione di molti specialisti. La direzione è stata affidata a quattro storici di fama mondiale come Max Beloff dell'Università di Oxford, Pierre Renonvin della Sorbona di Parigi, Franz Schnnbel dell'Università di Monaco e Franco Valsecchi de II'Università di Roma, con un segretario di redazione, Roma in R ni nero. Per la compilazione dei singoli studi Bono stati impegnati i migliori studiosi italiani e stra­nieri, insegnanti nelle università o negli istituti superiori Finora è uscito il primo volume in due tomi dedicato al periodo dal 1815 al 1870. Lo data di partenza è quella che segna il tentativo fatto dopo lo sconvolgimento dell'Europa ad opera di Napoleone I per costi­tuire un'Europa unitaria, che assicurasse l'ordine e la pace al l'in temo dei singoli stati e nelle relazioni fra loro. La data di arrivo è la vittoria del principio di nazionalità in Italia e Germania e quindi l'inizio di un nuovo equilìbrio.