Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; LA LUMIA ISIDORO ; PALERMO
anno <1961>   pagina <507>
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Libri e periodici 507
garanzia, quella contro la preponderanza rossa. A sua volta la rivalità anglo-russa fa si che lo Zar Alessandro I sia interessato alla sistemazione dei Paesi Bassi, o che, più tardi, la spedizione di Algeri risponda anche ai voti russi.
Caratteristiche comuni hanno anche le rivoluzioni della prima metà del secolo XIX, in primo luogo quella del 1848. Questa che sembrò scuotere dalle fondamenta l'assetto politico europeo, si suddivise in frammenti e in una serie di movimenti ben individuati e distinti, ciascuno con una sua propria fisionomia e proprie linee di sviluppo. Per un mo­mento l'impero absburgico sembrò condannato dall'unanime insurrezione di tutte le nazionalità, ma la mancanza di un accordo fra di esse e di una azione concertata resero possibile la ripresa del vecchio ordine di cose. A tale ripresa non fu estraneo un arato dall'esterno, e cioè quello della Russia rimasta immune dall'insurrezione. Così mia rivolu­zione a carattere europeo falli per mancanza di unità d'azione. Anche l'unificazione ger­manica non venne raggiunta, e al fallimento contribuirono non solo motivi interni, ma anche esterni. Infatti al progetto Schwarzenberg di creare un grande impero di settanta milioni di abitanti, che avrebbe dovuto estendersi da Amburgo al Semlino, si opposero Nicola I e Palmerston, che volevano evitare la formazione di una zona economica gigan­tesca nell'Europa centrale. Insomma i vari stati europei erano legati fra loro anche quando il legame agiva in senso negativo, e in ogni modo in uu certo senso possiamo parlare di una politica europea. Ossia l'Europa aveva certe questioni che interessavano tutti quanti e che risolte con accordi assicuravano la pace, e quando l'accordo non ci fu si ebbero i due tragici conflitti, le cui conseguenze tutti conosciamo.
In conclusione fin da questo primo volume vediamo subito l'interesse straordinario dell'opera, che dia luce della storiografia anche recentissima, affinata dall'esperienza, ha preso in esame l'interpretazione dei molti e svariati problemi della storia europea. E non solo dei problemi, ma anche degli uomini, e cioè dei principali attori, come, tanto per ricordare i maggiori, Mettermeli, TaHeyrand, Alessandro I e Nicola I, Palmerston, Cavour, Napoleone HI e Bismarck. E questo nuovo esame delle loro idee e una maggiore consi-deraazione del momento storico in cui agirono ha permesso di conoscerli in-modo più chiaro e completo.
Il volume è corredato da un indice alfabetico assolutamente indispensabile'in opere di questo genere. AUGUSTO TOHBB
C. SEIUUCCHIO, G. T. Giordani e il liberalismo danno nel 1820, Napoli, Foggia, Bari, CESP., 1961, in 8, pp. 122,1 tav. f. t., L. 600.
H volumetto fa parte di una serie, dal titolo: Quaderni di Risorgimento Meridio­nale , editi a cura del Centro per la Editoria Scolastica e Popolare. Il lavoro è dedicato alla figura di un uomo politico del Gargano, nato a Monte Sant'Angelo, Gian Tommaso Giordani. H S. ne delinea con gran cura la biografia e lo segue nel periodo di formazione a Manfredonia e a Napoli durante la rivoluzione del 1799. Ne studia attraverso una inté­ressante documentazione inedita, tratta dagli Archivi di Stato di Foggia e Napoli e dal­l'Archivio comunale di Manfredonia, l'attività politica, la partecipazione al movimento liberale del 1817 in Capitanata, la sua opera in qualità di deputato al Parlamento Nazionale napoletano nel 1820. Lo segue nel periodo delle persecuzioni che subì, durante l'impri­gionamento cui fu condannato nella fase di repressione attuata dai Borboni e fino alla morte. È già un materiale interessantissimo, e la biografia è delincata con grande deli­catezza, né l'amore per il luogo natio e le memorie che vi sono connesse, pur presenti nelle pagine, velano il senso critico delTA., sempre vigile e pronto a condurre la narra­zione in modo sobrio ed impeccabile.
Ma il volume va segnalato anche per altri motivi. Anzitutto è messo in luce tutto un confluire di impulsi di carattere economico-sociale che, in genere, nelle trattazioni degli avvenimenti meridionali del 1820 compare poco o affatto. Gli episodi segnalati per Monte Sant'Angelo nel 1815 e Celenza Valfortore nel 1823 sono indicativi di uno stato