Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; LA LUMIA ISIDORO ; PALERMO
anno
<
1961
>
pagina
<
511
>
Libri e periodici
511
per lo più in apatìa. E non pochi erano passati nelle file della Carboneria rinnovata, che pubblicava un giornale L'amico del popolo italiano, la cui ipocrita prosa, a detta del Mastellone, era il segno evidente di una lotta sorda con l'associazione mazziniana. Né le giovò punto il dissidio con la società segreta dei Veri Italiani, creatasi a Parigi tra il luglio e l'agosto del '31, e della quale il capo morale era Filippo Buonarroti. I suoi membri, dovevano prestare un giuramento di fedeltà e di segretezza per esservi ammessi. Dapprima il Mazzini, sebbene con celata diffidenza, accettò di far con essa un accordo di fratellanza , ma poi fu costretto a distaccarsi non solo per le inconciliabili differenze dottrinali tra i due programmi di propaganda, ma forse più per il tentativo del Buonarroti d'imbrigliare, anche probabilmente con calunnie, l'opera fattiva della Giovine Italia. Ma altri, fatti successivi contribuirono a corroderne la struttura: quali l'affare di Rodez, che presentò lati oscuri che invano le autorità giudiziarie cercarono chiarire, ma la cui responsabilità par risalisse all'associazione mazziniana; le vicende sentimentali dell'Esule genovese su cui si sofferma a lungo l'A. (e forse, io direi, anche troppo, poiché, ad esempio, la dibattuta questione del figlio presunto non sarà mai definita con soddisfacenti risultati); il fallimento dell'esaltato disegno del Gallcnga, non del tutto respinto (tale almeno rimase l'impressione) dai mazziniani; la mancata insurrezione delle province meridionali e i dubbi che la accompagnarono; il tentativo di Tolone e, infine, il doloroso fallimento della spedizione della Savoia, narrata ampiamente dal Mastellone con nuovi riferimenti archivistici. Ma, ad onta di tante delusioni, il Mazzini non si perdette di coraggio né piegò sua costa : pronto sempre al -sacrificio, deliberato sino all'ultimo suo respiro di compiere un sacro dovere, cui tutto doveva essere donato, e, se necessario, anche la vita. In codesta sua accensione ideale, fervida e pura, di fronte alla quale vaniscono le sue indubbie antinomie mistiche e metafisiche, sta la sua grandezza più vera.
L'ottima e, certo, non lieve fatica del Mastellone, di cui abbiam dovuto, con rincrescimento, forzatamente tralasciare di dar conto di tante altre fruttuose ricerche (così, quelle relative all'organizzazione dello spionaggio politico nello Stato sardo, in Francia e nell'Austria, tratte da vari archivi di Parigi, di Torino, di Vienna e dall'archivio di famiglia Ollivicr) si chiude con un'appendice di documenti sinora ignorati di molto valore, quali il gruppo di lettere del Mazzini a Demosthène Oliivier, hi circolare della Federazione della Giovine Italia del 1834 con il giuramento da prestarsi sopra un pugnale; l'appello all'armata sarda; il proclama ai genovesi di Arduino; l'interrogatorio fatto a Genova al negoziante francese Francesco Antonio Passano. MABINO CIRÀVEGNA
TOMMASO MIRABELLA, il pensiero politico di P. Matteo Liberatore ed il suo contributo ai rapporti tra Chiesa e Stato con la pubblicazione di un carteggio inedito, con prefazione di C. A. Jemoloj Milano, Giuffrè, 1956, in 8, pp. VIII-423. L. 2500.
Con involontario ritardo si dà qui notizia di un dotto e denso volume che consente di arrecare nuovi elementi all'indagine, sempre aperta e fervida, sulle correnti cattoliche intransigenti nel corso del Risorgimento. Al di là del momento strettamente prammatico e politico, e quindi in ambito più vasto della polemica quotidiana, si conviene oggi sulla necessità di seguire altri filoni interpretativi, che sono poi quelli più adatti a penetrare nei particolari atteggiamenti della mentalità rigoristica e zelante della Restaurazione, intransigente e temporalistica del periodo antiliberalo. Le sollecitudini sociali ed organizzative di quest'ultima, contro i particolarismi borghesi dello Stato laico, sono già sufficientemente note. Assai più arretrato, malgrado opportuni suggerimenti metodologici del Giuntelia, che centrano felicemente la sostanza del problema, riecheggiando indirizzi della storiografia transalpina, e soprattutto del Leflon, é lo stato degli studi per quanto concerne il primo periodo, e l'approfondimento dei rapporti, e dei reciproci scambi ed influssi, tra spiritualità religiosa ecclesiastica e fioritura cattolica romantica, tra il momento più strettamente morale e quello più propriamente culturale di quest'esperienza, tra