Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; LA LUMIA ISIDORO ; PALERMO
anno
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1961
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pagina
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516
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516 Libri e periodici
del gabinetto di Menabrca durante l'intero biennio di sua esistenza; ma la bibliografia (cosa òhe deve ripetersi per la grande maggioranza di queste figure) risulta sorprendente mente scarsa. Una pari indagine andrebbe sviluppata a proposito del Digny e dell'opera da Ini esplicata quale sindaco di Firenze e responsabile principale della catastrofe finanziaria di quel municipio, che si protrasse per una ventina d'anni; ed ancora, quale ministro delle Finanze, a proposito dell'imposta generale-sull'entrata e della regia cointeressata dei tabacchi, la maggiore speculazione affaristica di quegli anni. Uno dei meriti più egregi delPA. è infatti quello di suscitare un gran numero di problemi e di avanzare copiosissimi suggerimenti di lavoro. Così dicasi per il ventilato ingresso di Bertele Viale nel quinto ministero Depietis del marzo 1884, naufragato per la sua insistenza sulle spese militari, alle quali rinunziava viceversa il Ricotti; per il soggiorno parmense del Cantelli posteriore al 1849; per l'esatto ruolo da conferire, negli ambienti culturali milanesi e fiorentini, al Broglio: per br mentalità scientifica del Ciccone, venuto, come il Colajanni, dalla medicina alla sociologia ed all'economia; per la storia ed i retroscena della Permanente piemontese; per l'atteggiamento di Mordini dinanzi al bonapartismo; per l'attività giornalistica del Bargoni al Diritto, prodromo del suo scivolamento verso il ministerinlismo di Sinistra alla Depretis, attraverso il nebuloso ed artificioso cosiddetto terzo partito; per Fattività degli esuli meridionali all'estero, propagandisticamente efficace, ma sterile sotto il profilo politico e nulla sotto quello sociale (è questo un argomento tra i più coni-plessi, che attende il suo storico, e di polso). Quanto ai giudizi critici déll'A., mi piace ricordare, pur non condividendo del tutto le sue conclusioni, l'abile difesa dell'operato del guardasigilli Pironti a proposito dello scandalo Lobbia; la felice ed equilibrata pagina che mette in luce il carattere tecnicoamministrativo più che politico della Destra dissidente durante il primo ministero Crispi; la sua spiegazione, prevalentemente in chiave psicologica, della crisi del 31 gennaio 1891, tra le più remote e complesse della storia parlamentare italiana; i suoi cenni all'azione esercitata da Nicotera nel corso del primo ministero di Budini, che si accentra, tuttavia, per quanto concerne i radicali, nel campo della politica estera; qualche pericolo moralistico nelle prime valutazioni di Giolìttì; qualche spiegazione unilaterale per i fatti del 1898.
Venendosi al ministero Lanza, ed essendo stati i suoi più illustri componenti trattati in altra sede, il primo nome nel quale ci imbattiamo è quello del guardasigilli Raeli, la cui opera preparatoria della legge sulle guarentigie meriterebbe un'analisi particolare. Opportunamente severo, pur nell'ammirazione per la levatura tecnica dell'uomo, è il giudizio dell'A. sul comportamento del Govone in Sicilia. Di grande interesse sarebbe uno studio sull'attività amministrativa ed organizzativa milanese del Gadda.
Quanto ai protagonisti del secondo ministero Minghetti, varrebbe la pena di studiare intensamente, attraverso i carteggi privati, i rapporti intercorsi tra il Saint Bon e il Brin, a proposito del clima di speculazione affaristica ed industriale venutosi a creare intorno alle costruzioni navali durante il trasformismo. E non si parla dei problemi che tuttora lasciano aperti le personalità dello Spaventa, per l'ultimo ventennio di sua vita, e del Bonghi, cosi prestigiosa e versatile.
Ci avvediamo, rileggendo la nota, di aver compilato una specie di repertorio di titoli per tesi di laurea e lavori monografici. Non ce no scusiamo con l'egregio A. giacche, avendo avuto la fortuna di sperimentare personalmente la signorile liberalità del suo spirito e la fine arguzia della, sua conversazione, sappiamo quanto egli si compiaccia di suscitare nei giovani interesse e trasporto per i temi e gli ideali della sua operosa vecchiezza. Ed un risultato del genere prorompe senz'altro quasi da ogni pagina di questo libro che trova in ciò il suo motivo di lode più doveroso e meritato. RAFFAELE COLAMETRA