Rassegna storica del Risorgimento
CATTANEO CARLO ; STORIOGRAFIA
anno
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1961
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pagina
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620
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WÈ Luigi Uulfiretti
preceduti da un lieo, e cioè la nuova potenza che nel seno della Chiesa contemporanea, al dire di Maturi, andava acquistando il laicato, le aspirazioni delle classi alte della società, e, dall'altra, l'idea laica, anticlericale, la parte più intraprendente della piccola borghesia ecc.); nel sapere rendere con immaginazione potente lo sforzo secolare del lavoro umano per creare sempre nuove forme di civiltà (così lo stupendo saggio sulle Notizie naturali e civili sulla Lombardia è tutto pervaso d'entusiasmo per l'opera secolare d'un popolo per dominare la natura e si chiude col legittimo orgoglio dello storico d'un popolo operoso); nella comprensione delle riforme del Settecento in Lombardia non come un dono di principi illuminati stranieri, ma come un'opera compiuta con la più intelligente collaborazione ed iniziativa degli elementi locali; nell'europeismo, ossia nel Risorgimento concepito come ricongiungimento dell'Italia all'Europa vivente (e l'idea di Europa come un divenire e un ideale); nel mondialismo (la scienza della libertà e della giustizia non è privilegio dei popoli che leggono il Vangelo, c'è la comunanza dei viaggi dei commerci delle scienze delle leggi, della umanità; è tempo che le arbitrarie e anguste divinazioni da pensatori primitivi perpretate nei libri di sacerdozi rivali e nemici cedano alle costanti rivelazioni della scienza viva esploratriee della idea divina nell'illimitato universo ); nella comprensione del passaggio della fiaccola del Risorgimento nazionale da poeti aristocratici come il Foscolo ad educatori del popolo come il Mazzini, cioè del processo di democratizzazione del Risorgimento; nella tenace raccolta di testimonianze immediate dei fatti provenienti dai protagonisti, dai governi o dai gruppi politici nel triennio dall'avvenimento di Pio IX all'abbandono di Venezia; nella solidità delle pagine sull'insurrezione di Milano che, come il Salvemini profetava, insieme coW Archivio triennale, emendati dai giudizi misti di troppa affezione, saranno le pietre angolari di ogni lavoro che voglia essere serio, sugli aspetti politici della rivoluzione milanese e della guerra antiaustriaca del 1848.
H ritratto del Cattaneo storico che ne risulta appare quindi, a prima vista, tracciato con mano sicura e persuasivo. Senonchè, a ben vedere, quel quadro può servire su un piano di valutazione politica (p. es., a correggere la reazionaria critica del Prato), può farne anche intravedere la grandezza e la preveggenza cogli accenni europeistici e mondialistici, ma non eerto a spiegare di quale fede si alimentasse la stessa eticità del Cattaneo, l'origine del suo democraticismo e quindi anche della sua attività storiografica e politica. L'accenno al progressismo del Cattaneo non è sufficiente a spiegarci di qual natura fosse il suo concetto di progresso ad infinitum in contrapposizione a quello generalmente adfinitum dei neoguelfi e dei moderati, eppure sarebbe, p. cs., molto più scientifica una partizione della storio-