Rassegna storica del Risorgimento

CATTANEO CARLO ; STORIOGRAFIA
anno <1961>   pagina <622>
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622 ì'Uigi Bulforetti
che mondialismo questo è universalismo e nel Cattaneo abbondano le pagine sull'immensità dell'universo che si rivela dominio di una ragione che l'uomo sa conquistare, se non creare, in un faticoso processo millenario delle menti operose collaboranti in civiltà capaci di più o meno larghi contatti secondo i tipi di strutture sociali e secondo la propria natura. Secondo motivo Basilare, dunque, la fede nella collaborazione delle menti nella varietà e nell'operoso lavoro. Egli avrebbe voluto considerare la politica come scienza della legislazione che spiani le vie alla libertà, ossia alla ragione e alla scienza, ma non s'illudeva, al contrario di molti illumi­nisti, in una ragione nata armata come Minerva nel cervello di Giove, o da rintracciarsi nei primitivi, non contaminata né dal peccato originale né dalla società; bensì riteneva che si crea e si perfeziona scaturendo da diversi principi , tanto più numerosi quanto più alta la civiltà.
Nessuna civiltà viva può chiudersi in un sistema, vano l'illudersi nella quiete sociale prodotta da transazioni negli interessi o da rivoluzioni riuscite. E in siffatte affermazioni potremmo trovare consenziente la sto­riografìa eticopolitica, che però arretra innanzi al più fecondo motivo del Cattaneo, alla sintesi tra storiografia, filosofia e scienza da lui operata, non avendo l'idealismo crociano compreso il carattere teoretico della scienza, portato com'era, nonostante le istanze in ordine alla circolarità dei distinti, a vedere la verità soltanto nel mondo dell'istoria e a non potersi appro­priare dell'affermazione del Cattaneo: La scienza vivente è progressiva... e fiume che sempre scende e sempre s'ingrossa. Non è vero ch'essa erompe improvvisa da un soliloquio di Cartesio; essa scaturisce dal mondo dell'isto­ria, dopo Vico: dal mondo delle cose dopo Galileo . ') Quel mondo delle cose , sdegnato come empiria, rende la storiografia eticopolitica addi­rittura estranea al Cattaneo, nonostante le belle pagine dedicategli da valorosi storici, a partire dal Croce per venire a Sestan e a Maturi.
L'eticità del Cattaneo, infatti, si fondava su un'alta consapevolezza della dignità della scienza, facendo entrare nella scienza tutto ciò che l'idealismo crociano ha espulso dalla vera e propria conoscenza: dalla fisica alle matematiche, dalla chimica all'astronomia. Il Cattaneo credeva che la scienza fosse pure artefice del miglioramento dei costumi (a debel­lare l'antropofagia giovarono più degli insegnamenti morali i progressi nella tecnica dell'allevamento e dell'agricoltura...), e, nonostante il radicale dualismo e il realismo alquanto ingenuo, credette, contrariamente alla sto­riografia eticopolitica, nella storicità pure del mondo extraumano e, ripe­tiamo, nell'unità tra scienza (intesa come sopra detto) e storiografia: posto
i) Ib., I, 264-265.