Rassegna storica del Risorgimento
TORINO ; CONGRESSI STORICI
anno
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1961
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pagina
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749
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Vita dell'Istituto
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Tommaso Sorbetti il 14 ottobre u. .; egli ha parlato di Gian Lorenzo Bosetti, medico garibaldino e deputato radicale.
Il 7 ottobre è stata inaugurata, alla presenza delle autorità, una Mostra storica, allestita dall'Ente provinciale del Turismo in unione col nostro Comitato, con cimeli e documenti provenienti dal Museo del Risorgimento, dall'Archivio di Stato, dal corniti. Luigi Bassetti di Vairo, dal cninm. Renato Marmimii e dall'Ente provinciale per il turismo.
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ROMA. Una grande luce si è spenta: Luigi Einaudi non è più. L'uomo che impersonava le più nobili tradizioni del Risorgimento, lo studioso che aveva accresciuto il prestigio della cultura italiana nel mondo, il politico al quale in momenti particolarmente difficili la Patria aveva affidato il compito di guidarla, si è spento a Roma il 30 ottobre. Nessuna parola può essere adatta a ricordare e ad esaltare questa grande figura, di patriota autentico, di cittadino esemplare, di maestro ineguagliabile. Il nostro Istituto Lo aveva inscritto tra i suoi soci onorari, quasi a voler confermare, attraverso la persona di Luigi Einaudi, la fedeltà allo spirito e all'insegnamento risorgimentale. Non possiamo rileggere, oggi, senza commozione le parole con le quali, il 1 gennaio 1959, Egli accettava la nomina: Per la deliberazione e per l'onore fattomi sono gratissimo all'Istituto che persegue l'impresa di illustrare sempre più efficacemente e rigorosamente la storia del Risorgimento italiano. Di avere voluto associare il mio nome ad una così nobile fatica non so davvero come rendere bastevóli azioni di grazie. Il vuoto che Egli lascia non sarà facilmente colmabile. L'Istituto si inchina davanti olla Sua memoria e sente suo il dolore della famiglia, della Patria, della scienza.
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SIENA. Nell'occasione della celebrazione dell'unità d'Italia il Comitato provinciale di Siena tenne una solenne commemorazione nell'aula magna dell'Università, alla quale sono legati tanti ricordi delle nostre battaglie del Risorgimento. L'oratore fu il prof. Giacomo Devato, dell'Università di Firenze, che in una vigorosa sintesi storica ricordò come i problemi del Risorgimento, che ora sembrano avulsi dall'animo delle nuove generazioni, non erano d'importanza minore di quelli di oggi. I governi di un secolo fa avevano davanti a se il problema della unificazione, quello della burocrazia, delle forze armate, degli spazi economici, degli istituti giuridici. Oggi ci sono problemi nuovi. Il problema detta politica artigiana, della libertà di stampa, dei partiti politaci, quello del reclutamento della classe politica premono alla soglia del secondo centenario dell'unità italiana per essere risolti. Il riconoscimento ormai universale del principio dell'assistenza sociale proprio nel momento in cui il centenario dell'unità nazionale si identifica con la conquista degli spazi e lo sfruttamento di energie e di fonti di ricchezza imprevedibili deve farci guardare in avanti verso un uomo libero non conformista, costruttivo, degno dei suoi antenati come furono i due grandi toscani Bettino Ricasoli e Mario Bracci.
L'uno Bettino Ricasoli, che cento anni or sono, presidente del Consiglio dei Ministri, ha affrontato problemi fra i più difficili, quello dei rapporti con la Chiesa. L'altro Mario Bracci, che otta fine detta seconda guerra mondiale, con un'audacia degna degli uomini del Risorgimento, ha liberato il commercio estero italiano dai vincoli (mantenuti anche da paesi vittoriosi) e ha assicurato alla ripresa economica italiana un vantaggio che nessuna difficoltà nostra o nessun accorgimento straniero ha potuto poi ridurre.
La dotta conferenza fu dotto autorità e da tutti i convenuti vivamente applaudita.
A cura poi detto stesso Comitato venne inaugurata una lapide sotto il loggiato della piazza dell'Indipendenza alla memoria del patriotta Scipione Bichi Borghesi, che, dopo