Rassegna storica del Risorgimento

INGHILTERRA ; MAZZINI GIUSEPPE ; MEREDITH GEORGE
anno <1962>   pagina <14>
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Elizabeth A. Daniels
è più. efficace. Come nella realtà, lo troviamo coinvolto nella rivoluzione di Milano. La ben nota descrizione all'inizio del romanzo, quando egli incontra i suoi amici cospiratori in un luogo prestabilito sul Mottarone, lo mostra come una romantica figura di capo. Il brano coglie la solitudine meditabonda di Mazzini che se ne sta in disparte, intelligente, sensibile, irresistibile. Il ritratto scritto è quasi altrettanto accurato come il ritratto dipinto da Emilia Ashurst. Alcune righe della descrizione di Meredith ba­steranno a mostrarne le qualità:
L'attento curvarsi delle spalle e della testa, la tensione della giacca ab-bottonata sul petto, Parìa di uno che aspetta e ascolta, che distingueva la sua figura, distoglieva dalla promessa di un'energia diversa da quella contempla--uva, finché non si vedevano e sentivano chiaramente i suoi occhi, finché cioè Vosservatore non si accorgeva che quegli occhi dolci, grandi, scuri e meditativi si erano impossessati di lui. In essi, non c'era il languore di uno studioso astratto, non il bagliore riflesso di una lampada solitaria: una quieta forza avvincente emanava dal suo sguardo penetrante. Fissando quegli occhi si era subito attratti tra le mille ronzanti ruote di una mente vasta e vigorosa che era ragionante, pronta, perspicace, che lavorava in tutto il suo meccanismo e teneva tutto sotto il suo comando: una mente che aveva una sua personale filosofia e arrivava al colpo finale con procedimenti logici e graduali* -)
La forza dell'attrazione esercitata su Meredith dall'idealismo e dal vigore di Mazzini appaiono chiari da questa descrizione. Qualità meno attraenti, però, emergono in brani successivi. Mazzini, in qualità di capo, dà ordine che Vittoria appaia sul palcoscenico della Scala, e, interpolando versi incendiari in un'opera, faccia così scoppiare la rivoluzione a Milano. Sfortunatamente Mazzini giudica male 3 senso di responsabilità di Vittoria nefl'eseguire questo compito. Il principale seguace di Mazzini, un rude cospiratore di nome Barto Rizzo, è miglior giudice dell'ingenuità di Vit­toria. Non si fida di lei, e a ragione, perchè ella avverte il suo ex innamorato Wilfrid, ora partigiano dell'Austria, della crisi imminente. Barto Rizzo sospende la rappresentazione, ma Vittoria, fedele all'ordine del capo, in­siste nel suo proposito. Come risulterà poi, questo incidente vuol mostrare l'imprevidenza di certi piani di Mazzini. Meredith infatti riconobbe l'idea­lità, ma anche l'impraticabilità del sogno unitario di Mazzini e descrisse i contrasti della sua natura. Egli comprese anche la grandezza dell'attra­zione che Mazzini esercitava sui suoi seguaci, un'attrazione illustrata in questo libro specialmente dal legame spirituale ed emotivo che univa
i) Work, VII, p> 9,