Rassegna storica del Risorgimento
DEGLI AZZI GIUSTINIANO
anno
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1962
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pagina
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131
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Libri e periodici 131
Molto notevole è la riforma statutaria elaborata dalla direzione rivoluzionaria nel febbraio 1905, nella quale si codifica quella sostanziale autonomia del gruppo parlamentare e del giornale nei confronti del partito che avrà poi risultati pressoché paralizzanti* soprattutto nel dopoguerra; e si rende discrezionale l'ammissione delle organizzazioni economiche nelle assemblee del partito, sancendo anche qui una divisione virtualmente già in atto, e tutt'altro che proficua.
A Roma nel 1906 interessano gli accenni di Modigliani alla sostanziale identità tra riformismo ed integralismo, le puntate polemiche di Labriola contro certa involuzione apologetica e chiesastica del socialismo reggiano, e le sue anticipazioni del produttivismo industriale, che trovava nel frattempo nel Witti il suo più fervido indagatore in campo borghese: concezione alla quale giova .rilevare l'opposizione rigidamente collettivista da parte dell'organizzatore VergnaninL Fautore della persistente necessità del partito nei confronti del sindacato si dichiara, a differenza del Bissolati di qualche anno più tardi,. Enrico Leone. XJn documento sempre meditabile, finalmente, è l'odg vittorioso Morgari, con quella meccanica spartizione del diritto e del torto frale tendenze in contrasto, e con la curiosa pretesa di enucleare una tematica positiva da una serie di negazioni. Né va trascurato il fatto che in questo congresso di questione meridionale non si potè parlare per mancanza di tempo: deficienza che venne denunziata a Firenze, due anni più tardi,. da una serie di recriminazioni, tanto sintomatica quanto inconcludente, in mezzo alle quali il famoso discorso di Salvemini assunse il valore di una protesta individuale isolata. Le-assise fiorentine si conclusero con l'odg. Modigliani, memorabile per l'affermazione della identità di direttive tra partito e sindacato operaio, e per la ferma ripulsa dello sciopero-generale e di quello dei dipendenti da pubblici servizi. Né va dimenticato l'odg Bussi-Velia sull'incompatibilità tra milizia socialista e fede cattolica, né il suggerimento, di Bacci per la prevenzione' degli eccidi proletari, entrambi espressioni d'una mentalità pericolosamente dogmatica ed esclusivista.
Giova segnalare, a Milano, nel 1910, l'estrema superficialità con cui Turati accenna al problema meridionale, e soprattutto l'eloquentissimo odg Merloni, che denunzia l'impotenza socialista dinanzi all'organizzazione agricola cattolica nell'atto stesso in cui cerca di presentare questa come frutto di deplorevole mistificazione (e non parliamo della diretta ingerenza didattica) e del monopolio dell'insegnamento reclamati allo Stato perfino nei confronti dei seminari)*
Nel congresso straordinario di Modena, a parte certe intemperanze declamatorie di Lazzari (di cui gioverebbe raccogliere un florilegio), acuta è l'osservazione di Cabrini che sarà poi ripresa, all'ala opposta, da Bordiga sull'incongruenza tra bloccardismo amministrativo ed intransigenza politica. A Reggio, a parte il celebre episodio Mussolini, vanno ricordate la dura rivendicazione che Montemartini svolse dell'autonomia del gruppo parlamentare e la negazione organica di Lerda di ogni eventualità di socialismo-ai governo, per definizione, stante la sua essenza rivoluzionaria: la quale essenza, due-anni più tardi, ad Ancona, in piena preponderanza estremista, veniva compendiata da Lazzari nell'intensificazione della propaganda orale e dell'azione sul mondo femminile (andrebbe però indagato a parte, per il 1914, il motivo dell'imponente aumento nel numera degli iscritti): ed intanto Serrati si opponeva all'entrata d'un meridionale in direzione e sottoscriveva con Schiavi un impagabile odg secondo cui la civiltà socialista non potrà essere attuata se non da un proletariato sobrio e temperato nell'uso dei piaceri di carattere
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ALBERTO MONTICONE, Nitti e la grande guerra (1914-1918). (L'età del Risorgimento, 3); Milano, Giuffre, 1961, in 8, pp. XTV-445. L. 2.800.
Non c'è che dire: l'A., giovane, ma non certo nuovo agli studi storici e in particolare a quelli del periodo bellico 1914-1918, si presenta, in questo volume, ferratissimo: ha avuto la possibilità di esaminare l'Archivio della Famiglia Nitri, ha studiato le carte dell'Archivio Centrale dello Stato e del Ministero degli Esteri, possiede una conoscenza vastissima